Le autorità di Victoria (Australia) hanno avviato accertamenti in merito alle accuse di aggressione sessuale avanzate da Ruby Rose nei confronti della popstar Katy Perry. L’attrice australiana, oggi quarantenne, sostiene che l’episodio risalga al 2010, quando le due si trovavano insieme al nightclub “Spice Market”, nel centro di Melbourne. A far riesplodere la vicenda è stato però un episodio recente e apparentemente irrilevante. Tutto ha avuto inizio da un contenuto condiviso sui social, legato alla presenza di Perry al Coachella durante l’esibizione di Justin Bieber in cui era insieme al compagno l'ex primo ministro canadese Justin Trudeau. Un momento leggero, commentato con ironia, che in altre situazioni sarebbe rimasto uno dei tanti frammenti della narrazione online. Invece, proprio sotto quel post, Ruby Rose ha scelto di intervenire pubblicamente, riportando alla luce un ricordo che, a suo dire, aveva tenuto a lungo in secondo piano. Da lì, la conversazione ha cambiato rapidamente tono, trasformandosi da semplice commento su un evento musicale a una vicenda ben più delicata, destinata a suscitare attenzione e reazioni su scala internazionale.
Le dichiarazioni di Ruby Rose
L’attrice australiana ha scritto senza mezzi termini: "Katy Perry mi ha aggredita sessualmente al nightclub Spice Market di Melbourne. Chi se ne frega di quello che pensa". La dichiarazione ha immediatamente attirato l’attenzione degli utenti, spingendo l’attrice a fornire ulteriori dettagli in un secondo post. Rose ha contestualizzato temporalmente l’episodio, spiegando: "Avevo poco più di vent'anni. Ora ne ho 40. Ci sono voluti quasi due decenni per dirlo pubblicamente. Anche se sono immensamente grata di essere arrivata fin qui e di aver trovato la mia voce, questo dimostra quanto profondi siano gli effetti del trauma e delle violenze sessuali". Parole che evidenziano non solo la gravità dell’accusa, ma anche il lungo percorso personale che, secondo lei, l’ha portata a parlarne apertamente.
Il racconto dettagliato dell’episodio
Sollecitata dalle richieste degli utenti, Ruby Rose ha poi descritto in modo esplicito ciò che sostiene sia accaduto quella sera. Nel suo racconto, ha spiegato che la cantante si sarebbe avvicinata mentre lei era su un divanetto accanto a un’amica, compiendo un “gesto invasivo e non consensuale”. Ha scritto che non si sarebbe trattato di un semplice bacio o di un approccio ambiguo; Katy Perry si sarebbe avvicinata e avrebbe compiuto un atto sessuale esplicito senza il suo consenso, aggiungendo di aver reagito con disgusto. Rose ha inoltre dichiarato di aver già raccontato l’episodio in passato, ma di averlo trasformato in una "simpatica storiella da ubriachi", perché all’epoca non era in grado di affrontarlo per quello che era realmente. Ha aggiunto anche un elemento che, secondo lei, avrebbe contribuito al silenzio, l’aiuto ricevuto successivamente per ottenere un visto per gli Stati Uniti. Questo, sempre secondo il suo racconto, l’avrebbe portata a non denunciare subito l’accaduto.
Dalla denuncia pubblica a quella formale
In un primo momento, l’attrice aveva dichiarato di non avere intenzione di intraprendere azioni legali, sostenendo che non temeva eventuali conseguenze perché, a suo dire, i fatti sarebbero realmente accaduti e supportati da testimoni e prove fotografiche. Tuttavia, la vicenda ha preso una piega diversa quando l’attrice ha annunciato, sempre tramite il social Threads, di aver deciso di presentare una denuncia ufficiale alla polizia. Contestualmente, ha spiegato che non potrà più discutere pubblicamente dei dettagli della vicenda né delle persone coinvolte, probabilmente per motivi legati al procedimento legale in corso. Questo cambio di posizione racconta di una valutazione più approfondita delle implicazioni legali e mediatiche della vicenda, oltre che una possibile risposta alle reazioni suscitate dalle sue dichiarazioni iniziali.
La risposta di Katy Perry
Non si è fatta attendere la replica da parte dell’entourage di Katy Perry. Il portavoce della cantante, interpellato da Variety, ha respinto con fermezza tutte le accuse, definendole completamente infondate. Nella dichiarazione ufficiale si legge: "Le accuse diffuse sui social media da Ruby Rose contro Katy Perry non solo sono categoricamente false, ma sono anche pericolose e sconsiderate menzogne. La signora Rose ha una storia ben documentata di gravi accuse pubbliche mosse sui social media contro diverse persone, accuse che sono state ripetutamente smentite dai diretti interessati". Una presa di posizione netta, che non lascia spazio a interpretazioni e che evidenzia la volontà di difendere con decisione l’immagine della popstar.
Un caso che divide
La vicenda ha inevitabilmente polarizzato l’opinione pubblica. Da un lato, c’è chi sostiene il coraggio di Ruby Rose nel parlare di un presunto trauma rimasto a lungo nascosto; dall’altro, c’è chi invita alla cautela, sottolineando l’importanza di verificare i fatti e rispettare il principio di presunzione di innocenza.
In ogni caso, il passaggio dalla denuncia sui social a quella formale rappresenta un punto cruciale, sarà infatti il percorso giudiziario, se proseguirà, a stabilire eventuali responsabilità. Nel frattempo, il caso continua a generare dibattito.