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"La Pennicanza" resta libera

Naturalmente l’unico che ha il potere di non riconfermarsi è solo Fiorello visto che un programma come La Pennicanza garantisce un valore aggiunto difficilmente eguagliabile da nessun altro e quindi insostituibile

"La Pennicanza" resta libera
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L’altro giorno, chiudendo la settimana della Pennicanza su Rai Radio2 con Fabrizio Biggio, Fiorello ha detto che «il 5 giugno finiamo, sono stati riconfermati tutti i programmi radio... tranne il nostro ». Naturalmente l’unico che ha il potere di non riconfermarsi è solo Fiorello visto che un programma come La Pennicanza garantisce un valore aggiunto difficilmente eguagliabile da nessun altro e quindi insostituibile. Insomma finisce una stagione che lo ha confermato come un mattatore assoluto. E Fiorello non fa nulla per essere mattatore. Lo è e basta, per doti innate, per esperienza e anche per la totale mancanza di arroganza. Anche per questo riesce a dire qualsiasi cosa senza risultare mai offensivo, esattamente come accadeva ai grandi comici e ai grandi umoristi di qualche decennio fa, diciamo da Vianello a Tognazzi a Manfredi, tutti in grado di graffiare con eleganza senza indignare, senza offendere. È un talento oggi ancora più prezioso, visto che le forche caudine del politically (s)correct hanno anestetizzato la comicità spegnendo ogni fuoco ironico.

Quindi, nell’ormai tiepidissimo fuochino consentito agli showman dalle sovrastrutture woke , Fiorello brilla perché lui non è cambiato di una virgola. È rimasto quello di prima, a dimostrazione che ai veri mattatori è solo il talento a dare le regole. A quasi tutti gli altri sono l’opportunismo o la convenienza.

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