Uno spazio pensato per favorire l’incontro tra diverse espressioni artistiche e promuovere attività formative e culturali. In occasione della 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 è stata inaugurata Casa Vessicchio, un punto di riferimento per eventi, appuntamenti e occasioni di confronto durante la settimana della kermesse canora più amata d'Italia. Un omaggio a uno dei grandi protagonisti della manifestazione, il maestro Peppe Vessicchio, scomparso a 69 anni l’8 novembre scorso. Realizzato in accordo con la famiglia, Casa Vessicchio nasce come luogo dedicato alla condivisione e alla crescita artistica, con particolare attenzione alle nuove generazioni e a chi intende avvicinarsi al mondo dell’arte. L’idea è stata sviluppata da Vessicchio insieme a Andrea Rizzoli e Niccolò Petitto, che abbiamo intervistato.
Come è nato questo progetto?
“È nato lo scorso anno con il maestro Vessicchio per dare spazio ai giovani. La sua missione professionale negli ultimi anni è stata quella di dare opportunità ai nuovi talenti e voleva aprire uno spazio in un contesto dove lui faceva la differenza. Quando è venuto a mancare, insieme alla sua famiglia e ad Andrea Rizzoli abbiamo deciso di portare avanti questo progetto perché lui ci credeva molto e perché poteva essere la sua eredità”.
Vessicchio è un patrimonio di Sanremo.
“È esattamente così. Anche solo pensando al gioco del Fantasanremo, negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per tutte le generazioni. Dirigeva l’orchestra di Sanremo dal 1990 e dopo più di trent’anni anche i più giovani lo acclamavano. Per le strade della città sembrava una star di Hollywood, non poteva camminare (sorride, ndr)”.
Questo progetto prevede un incontro tra le arti, altro tema caro a Vessicchio.
“Assolutamente sì. Ma penso anche all’aspetto culinario: lui amava molto il mondo della cucina e delle materie prime. A Casa Vessicchio ci sono anche diversi prodotti che lui stava producendo, dal vino alla grappa. Ovviamente si tratta solo della prima edizione, costruita peraltro in un momento molto complesso: la sua perdita ha cambiato tutto. Ma il progetto continuerà, a Sanremo ma non solo: l’obiettivo è quello di girare i più importanti festival musicali del Paese. In altre parole, l’obiettivo è quello di partire da Sanremo per poi proseguire nei momenti più importanti della musica italiano””.
Un ricordo personale del maestro?
“Sono tanti, tantissimi, anche legati al Festival dell’anno scorso. Ma mi piace ricordare un’altra cosa: lui partecipava a molte giurie di concorsi per i giovani e ascoltava tutti, anche quelli un po’ meno bravi. Non ha mai ascoltato con sufficienza nessuno, anzi aveva consigli per tutti quanti, era sempre molto attento e faceva critiche costruttive. Mi piace ricordare questo insegnamento soprattutto alla luce del mondo di oggi che corre veloce”.
Qualcuno potrà mai cogliere la sua eredità?
“Quello che stiamo raccogliendo in questi giorni è che anche chi lo ha sempre seguito e un po’ idealizzato non vuole essere mai affiancato a Peppe.
Anche i più grandi maestri di Sanremo stanno ribadendo che Peppe è Peppe. Questo non vuol dire che non ci siano professionalità in grado di fare quello che faceva Vessicchio, ma lui aveva qualcosa in più che ad oggi è unico”.