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Naomi Campbell in tribunale contro il dittatore

Naomi Campbell dovrà comparire il 29 luglio prossimo davanti al Tribunale speciale per la Sierra Leone che all’Aja sta giudicando il dittatore liberiano, Charles Taylor, per crimini di guerra e contro l’umanità.
La modella è stata chiamata in causa dall’accusa perché nel 1997, durante un viaggio in Sudafrica, ospite a cena da Nelson Mandela, avrebbe ricevuto in dono da Taylor un grosso diamante, tra quelli che vengono definiti «insanguinati» perché utilizzati per acquistare le armi.
Se la Venere nera dovesse rinunciare a comparire, dopo la citazione, potrebbe incorrere in una pena fino a sette anni di carcere, precisa il Tribunale speciale che ieri ha reso noto l’atto di citazione.
Tutto prende avvio dalle dichiarazioni dell’ex agente della modella, Carole White, che raccontò di aver visto emissari di Taylor dare alla Campbell «una mezza dozzina» di diamanti. In quell’occasione l’ex presidente liberiano avrebbe portato in Sudafrica una grossa partita di diamanti per ottenere in cambio delle armi.
Quando la storia venne fuori, Naomi però negò di aver mai ricevuto niente. «Non voglio essere coinvolta nel processo a quest’uomo. Non voglio mettere in pericolo la mia famiglia», disse alla regina dei salotti tv Oprah Winfrey.
Ma la versione di Naomi era stata poi contraddetta da Mia Farrow, anch’essa indicata tra i testimoni ma non ancora chiamata a comparire davanti ai giudici. Anche l’ex compagna di Woody Allen, in un’intervista, aveva raccontato della visita in Sudafrica, dell’invito a casa di Mandela a cui era comparso Taylor in persona.

Mia Farrow, oggi militante per i diritti umani nel mondo, aveva detto che era stata la stessa Campbell l’indomani a raccontarle di aver ricevuto i diamanti dagli uomini del dittatore della Liberia.
Charles Taylor, 62 anni, è sotto processo all’Aja dal gennaio 2008.

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