Le 10mila mascherine sequestrate donate all’ospedale Cotugno

Erano state rinvenute in una parafarmacia di Varcaturo e messe in vendita con una percentuale di rincari esorbitante

Lo scorso 27 febbraio i finanzieri hanno sottoposto a sequestro circa 10mila mascherine, rinvenute in una parafarmacia di Varcaturo e messe in vendita con una percentuale di rincari esorbitante rispetto al prezzo di acquisto e di vendita in altri esercizi commerciali. Il rincaro variava a seconda del modello delle mascherine protettive e partiva dal 300% per finire all’assurdo rincaro del 6150%. Il controllo era arrivato nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, atte a verificare ipotesi di reato riguardanti manovre finanziarie speculative su prodotti sanitari e disinfettanti. A seguito dell’emergenza scaturita dalla diffusione dell’infezione Covid-19, questo tipo di materiali o agenti disinfettanti sono diventati difficilmente reperibili sul mercato e si è notato un aumento ingiustificato dei prezzi di vendita.

Il gruppo della Guardia di finanza di Giugliano, su richiesta della Procura, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari, nei confronti della parafarmacia di Varcaturo. Il valore dell’attività commerciale è stato stimato in circa 400mila euro. Le mascherine protettive sottoposte a sequestro, a seguito di un provvedimento del Pubblico Ministero della Procura di Napoli Nord, sono state cedute al loro reale valore di mercato all’ospedale Cotugno di Napoli. Nella giornata di oggi, i finanziari della compagnia di Giugliano, hanno effettuato la consegna della fornitura agli incaricati dell’Azienda ospedaliera dei Colli, così da poter essere utilizzate dall’ospedale Cotugno di Napoli che, com’è ben noto, rappresenta il polo principale e di riferimento nel fronteggiare l’emergenza sanitaria del Covid-19.

L’emergenza sanitaria derivata dalla diffusione del Coronavirus non ferma comportamenti irresponsabili e pericolosi per la salute dei cittadini. Ad Ischia, due 26enni erano stati posti in isolamento dall’Asl. Erano rientrati dalla Lombardia e per precauzione, poiché potenzialmente portatori del virus, era scattata per loro la quarantena. I due ragazzi, però, dopo diversi giorni di isolamento a casa, hanno deciso di uscire e fare una passeggiata serale nel borgo di Sant’Angelo. I carabinieri hanno notato i due ragazzi che, alla vista dei militari, si sono nascosti dietro un muretto sperando di non essere visti. I due 26enni, loro malgrado, sono stati scoperti dai carabinieri e denunciati per diffusione colposa di epidemia.

Sempre a Ischia, i carabinieri si sono resi protagonisti di un bel gesto d’altruismo e soccorso ai cittadini più bisognosi. Una donna del posto, 70enne, non era in grado di riavviare l’impianto elettrico della sua abitazione e, temendo che gli alimenti nel frigorifero potessero rovinarsi, si è affacciata alla finestra chiedendo aiuto. I militari dell’Arma del nucleo operativo di Ischia, impegnati nei controlli anti-contagio e prevenzione del virus, hanno sentito la richiesta della donna e l’hanno raggiunta. Indossando i dispositivi di protezione in dotazione, sono entrati nell’abitazione della donna, hanno individuato la causa del guasto e sono riusciti a ripristinare la corrente elettrica, generando una comprensibile gratitudine da parte dell’anziana signora.

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