37enne entra in convento e chiude con fidanzati e social

La donna, napoletana, è guarita da un cancro e ha portato la sua testimonianza in parrocchia. Adesso vivrà un anno in clausura

37enne entra in convento e chiude con fidanzati e social

Francesca Granato, 37enne napoletana, ha deciso di tagliare con fidanzati e social ed entrare in convento. A quasi 40 anni ha preferito la clausura presso il Monastero delle Carmelitane Scalze ai Ponti Rossi. Proprio adesso che la Chiesa ha difficoltà a trovare giovani che sentono la vocazione e vogliono avvicinarsi ancora di più a Dio.

Guarita da un tumore

Come raccontato dal Corriere del Mezzogiorno, Francesca è una donna solare, che ama la vita, ballare e passare il tempo con le persone. E ama anche i social. Con la sua famiglia poi ha un ottimo rapporto. Dallo scorso 26 novembre però questa 37enne ha deciso di entrare in convento e intraprendere un anno di prova, chiamato tecnicamente probandato, nel quale non avrà contatti con nessuno, nemmeno tramite i social. Non potrà neanche vedere il suo padre spirituale, don Salvatore Giuliano, parroco di San Giovanni Maggiore. Proprio il sacerdote ha raccontato come ha conosciuto la ragazza: “Ho conosciuto Francesca quando ero parroco a Chiaiano, quattro anni fa, mi fu chiesto di pregare per lei perché le fu riscontrato un timoma, un tumore alla ghiandola del timo. Era terrorizzata, durante la malattia sognò Massimiliano Maria Kolbe e dopo sei mesi, questo timoma era completamente scomparso”. Francesca decise quindi di raccontare quello che le era successo in parrocchia e, con la sua testimonianza, è iniziato anche il suo cammino di fede.

La sua era una vita comune

“All'epoca lavorava in aeroporto, poi prese un certificato come Operatore socio sanitario e stava per iniziare il lavoro in una clinica. Molto assidua alle attività parrocchiali e ai nostri viaggi, faceva il percorso come ministro dell'Eucaristia, un sentimento cui era molto legata da quando aveva ricevuto la Comunione dalle mani del cardinale Corrado Ursi” ha continuato don Salvatore. Fino a quel momento conduceva quindi una vita comune a tante giovani della sua età, contornata da serate a ballare, fidanzati e divertimento. Anche se ha confessato che non le andava bene mai nessun ragazzo e non capiva il motivo. “Poi ho capito perché non mi stava bene nessun fidanzato. Ho scoperto che nessuno mi guardava come io guardavo loro, con occhi totalmente innamorati. Mi accorgevo che era sempre un amore parziale. L'amore umano è così, non riesce ad essere puro come l'amore di Dio. Solo stando in convento ho capito che io cercavo quell'amore lì”. La sua scelta di oltrepassare la porta del convento sarebbe nata sia per caso che per curiosità. Don Salvatore ha ricordato: “Francesca conosceva le suore ed era sempre stata incuriosita da questa vita di clausura così un giorno andò a bussare per capire come si viveva lì dentro, era affascinata da quel mistero. Chiese di fare una prima esperienza e le suore la chiamarono due giorni dopo”.

Il momento in cui ha sentito la chiamata di Dio

E da quel momento ha avuto inizio in lei il cambiamento: “Quando sono entrata in quel raccoglimento mi sono sentita così pervasa dall'amore di Dio, così felice nonostante mi trovassi in un luogo nuovo, che ad un certo punto ho capito che quella era la mia strada, e ho sentito che non si trattava di curiosità, ma era la mia vocazione. Ho trovato il paradiso, mi sono sentita avvolta da una felicità che mai potevo immaginare che una persona potesse arrivare a vivere, certamente ci saranno tante difficoltà ma in questi mesi di prova sono sempre stata molto bene”. Francesca ha poi aggiunto che, anche se in questo momento non può ipotecare tutta l’esistenza, adesso si sente tranquilla perché la Chiesa è come una madre che accoglie. Adesso sta comunque facendo il probandato, mentre per la vestizione se ne riparlerà tra un anno. La promessa potrà essere rinnovata per altri nove anni, dopo i quali i voti diventeranno perpetui.

Non si deve però pensare alla vita di clausura di diversi anni fa, perché oggi, come ha spiegato don Giuliano, la vita claustrale è molto diversa rispetto al passato, le suore conservano infatti la loro femminilità, si curano nell'aspetto e possono anche tingersi i capelli o depilarsi. E Francesca è molto attenta al suo aspetto, come confermato dal sacerdote: “Sì una caratteristica che ha colpito all'inizio le sue consorelle, perché contrariamente alla prassi, lei abbracciava tutte, era un po' fracassona nella sua modalità di approccio, però poi le suore stesse, insieme a suor Gigliola, la madre maestra che sovrintende le novizie, hanno scoperto in lei una profondità d'animo che ha fatto molto bene a tutti perché ha portato in convento un ventata di freschezza”. La 37enne ha raccontato che quando è entrata in clausura ha sentito molto viva la presenza dello Spirito Santo, proprio perché entrando in quel luogo ti senti avvolgere da una presenza misteriosa che ti dà gioia, entusiasmo e pace. Adesso Francesca ha asserito di sentirsi libera, non più dipendente dal giudizio dei suoi genitori.

La decisione di entrare in convento

Era arrivata alla sua età senza avere ancora una strada da seguire, senza aver trovato il compagno della sua vita e sentiva di non aver trovato ancora il posto per lei giusto. Luogo che ha trovato invece nel convento. “Io da tutta l'eternità sono chiamata a questo” ha affermato la giovane il giorno del suo ingresso. Dopo che si è svolta l’ultima visita con i genitori si è chiuso per lei il parlatorio e ha iniziare il suo anno di vita claustrale, in cui non potrà ricevere visite fino al 26 novembre 2022. Nel Monastero dei Ponti Rossi ci sono circa 15 consorelle, tante sono giovani e laureate.

Qui le Carmelitane Scalze seguono ancora regole piuttosto rigide, però hanno molti colloqui. “Quando sei in convento pensi ti sia rovesciato addosso il dolore e la sofferenza del mondo. Ma non è così, non ti senti fuori dal mondo perché all'interno assorbi tutto questo e lo porti nella preghiera, così consegni tutto a Dio. Fuori da qui c'è tanto rumore, io invece credo che bisognerebbe fare più silenzio perché la voce di Dio è sottilissima e fuori non la riusciamo a cogliere, qui Dio parla in maniera più potente perché facciamo più silenzio” ha sottolineato Francesca che amava ballare, stare con i suoi genitori e passare ore sui social. Per un anno non avrà più tutto questo, ma forse riceverà molto altro in cambio.

Segui già la pagina di Napoli de ilGiornale.it?

Commenti