I giardini della Principessa Iolanda a Capodimonte nel degrado, tra rifiuti e senzatetto

La fontana che è un’opera monumentale di straordinaria bellezza si ritrova ad essere usata come una grande pattumiera

Era stato allertato da alcuni cittadini di Capodimonte, quartiere collinare di Napoli, per le condizioni pietose dei giardini della Principessa Iolanda. Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli ha effettuato un sopralluogo accompagnato da due giovani residenti, che hanno denunciato lo stato di degrado in cui versa il parco.

“Questo potrebbe essere uno dei luoghi più belli e suggestivi di Napoli – ha dichiarato Borrelli – e in effetti lo è, peccato, però che la sua bellezza sia nascosta dalla grave incuria. Piange il cuore a vedere un luogo di tale fascino offeso da tanto degrado e abbandono”. Questi spazi furono qualche anno fa restaurati dalla paesaggista Maria Luisa Margiotta, che li riempì di piante di rose e “emerocallis” azzurri e fece riattivare le fontane; eppure oggi questi giardini sono pieni di rifiuti di ogni sorta: cerchioni di pneumatici, buste di plastica, cartacce, foglie secche di un intero bosco.

La fontana che è un’opera monumentale di straordinaria bellezza si ritrova ad essere usata come una grande pattumiera, dove all’intero viene gettato di tutto, carte, plastica, bottiglie e si accumulano le foglie secche. Qui si ritrovano i senzatetto, che hanno occupato una intera area interna realizzando abitazioni di fortuna coperte da teloni di plastica, e tossicodipendenti, i quali di sera si appostano sulla scalinata per poter consumare droga.

“Tutto intorno – ha raccontato il consigliere regionale – c’è un enorme tappetto di siringhe pericoloso e preoccupante. Bisogna assolutamente recuperare questo posto, sarebbe un segno di rispetto verso la nostra cultura, il nostro territorio e noi stessi. Per fortuna c’è ancora qualcuno, come questi ragazzi che mi hanno accompagnato qui, che ancora comprendono l’importanza dei nostri beni e infatti si stanno dando da fare per ripulire quest’area, ma fino ad oggi a loro dire non hanno avuto il sostegno di nessuno, per questo organizzeremo una giornata per la Principessa Iolanda, affinché questo luogo possa essere ripulito e valorizzato”.

I giardini si trovano nelle vicinanze del Tondo di Capodimonte, una piazza situata nel quartiere Stella alla fine del corso Amedeo di Savoia e all'inizio della via di Capodimonte. Viene chiamato così per la sua pianta ovale, appunto chiamata popolarmente tondo. Fu progettato nel complesso dei lavori di realizzazione della nuova strada che avrebbe collegato il centro cittadino con la reggia di Capodimonte.

Nel 1826 fu affidato ad Antonio Niccolini il compito di risistemare l'area a sud della reggia. I lavori furono eseguiti tra il 1832 e il 1836, anno in cui furono terminati. Il genio scenografico del Niccolini si manifestò nella monumentale scala che si erge in fondo al tondo e che permetteva un più facile accesso alla collina di Capodimonte, nella sistemazione dei giardini attorno alla scala, realizzando anche un piccolo anfiteatro alla sommità di essa e infine nella nuova impostazione del tondo. In particolare vi installò al centro un elegante giardino fiorito con fontane a vasca, realizzando una vera e propria rotatoria naturale ante litteram.

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