Cronaca locale

"Suicida sotto un treno". Cinque mesi dopo s'indaga sul marito

Lo scorso 5 maggio, Raffaella Maietta, si è lanciata sotto un treno. La Procura di Santa Maria Capua Vertere ha deciso di indagare il marito con l'ipotesi di reato per maltrattamenti

"Suicida sotto un treno". Cinque mesi dopo s'indaga sul marito

Lo scorso 5 maggio, Raffaella Maietta, un'insegnante di 55 anni, si è uccisa lanciandosi sotto un treno in corsa alla stazione di Marcianise, nel Casertano. Cinque mesi dopo, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha deciso di indagare sul marito, Luigi Di Fuccia, un operaio edile, con l'ipotesi di reato per maltrattamenti. Stando a quanto avrebbero riferito alcune testimoni, la 55enne sarebbe stata vittima di abusi domestici.

I presunti maltrattamenti

Una storia di violenza verbale e fisica. È il retroscena agghiacciante del rapporto, apparentemente idilliaco, tra Raffaella e il marito. "Lui la controllava e le impediva di frequentare un corso di ballo in palestra", sostengono gli inquirenti. Di Fuccia non avrebbe perso occasione per insultare la moglie: "Questo posto di lavoro schifoso che hai preso, io ti avrei schiacciata sotto i piedi". Più di una volta - riferisce Il Messaggero - le avrebbe messo le mani al collo minacciando la donna di "non passare più soldi" ai ragazzi (la coppia ha due figli che vivono fuori dalla Campania). Raffaella si sarebbe chiusa nel silenzio fino a quando, un giorno di maggio, ha deciso di farla finita.

Il suicidio dell'insegnante

Raffaella si è tolta la vita lanciandosi sui binari della stazione di Marcianise. Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato la scena: dapprima un tentativo andato a vuoto poi, una manciata di minuti dopo, quello mortale. Sulle circostanze del decesso non vi sono dubbi di alcuna sorta ma non è da escludere che, a seguito degli accertamenti investigativi, per il marito dell'insegnante potrebbe configurarsi l'ipotesi di reato per istigazione al suicidio. Le sorelle delle 55enne hanno raccontato al pm Gerardina Cozzolino, a capo del fascicolo per maltrattamenti, che Di Fuccia avrebbe offeso la moglie anche in loro presenza.

I sospetti sul marito

Una donna mite e pacata che, ogni mattina, raggiungeva in treno la scuola in cui insegnava, un istituto comprensivo alla periferia di Napoli. Al pomeriggio rientrava a casa e aspettava il marito: cosa accadeva tra le mura domestiche nessuno lo sa. Ai funerali della moglie Di Fuccia si dimenava: "Mia moglie - diceva tra le lacrime - non ha mai dato segni di squilibrio. Amava i figli, la famiglia. La nostra è stata una vita di sacrifici ma eravamo sempre in armonia". Secondo gli inquirenti, in quel racconto qualcosa non quadra. Forse, Raffaella potrebbe essere venuta a conoscenza di qualche verità scomoda sul conto del marito prima di compiere l'estremo gesto.

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