Ancora schiuma nel mare di San Giovanni a Teduccio

A mare schiuma bianca e densa lungo il litorale di Napoli est. Preoccupati pescatori e residenti. I comitati ambientalisti chiedono incontro con De Luca e De Magistris

Sembrava montata a neve la schiuma che lunedì scorso si è ripresentata nel mare che bagna il quartiere di San Giovanni a Teduccio, davanti alla centrale termoelettrica situata in località Vigliena. Ha invaso lo spaccio d’acqua “interdetto - recitano i cartelli affissi sui muri - per pericolo di morte”. Era una spuma densa, bianca, e così copiosa che ha finito per inondare anche delle barchette ormeggiate. Dei pescatori arrivati di buon mattino hanno immortalato la scena.

“La schiuma era così tanta che occludeva il canale della centrale, dove scarica le acque di raffreddamento delle turbine”, racconta R., assiduo frequentatore del posto. Non è la prima volta che succede. Risale al 9 luglio scorso il video del Comitato civico pescatori sportivi di Napoli che documenta la presenza di schiuma (dispersa e rada) nello stesso posto. “La presidenza informa che ci saranno tutti i presupposti per proseguire nelle sedi istituzionali e legali competenti. Informeremo tramite pec il ministro Costa che Napoli est continua a morire”, annunciò l’organizzazione via social. Ma non tutti i pescatori mostrano preoccupazione per il fenomeno che si sta manifestando nelle acque antistanti la centrale termoelettrica. Qualcuno ipotizza che la schiuma possa essere causata da “candeggina sversata nelle fogne”.

Chiarezza possono fare sulla questione solo gli organi competenti. Da tempo associazioni e residenti chiedono la bonifica del territorio e un mare pulito lungo quel litorale abbandonato e fortemente inquinato. Il Comitato litorale di San Giovanni a difesa dell’ambiente e della natura e il Comitato storico 2003 di Portici invocano da giorni un incontro con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Chiediamo un incontro per risolvere al più presto tutte le criticità e l’abbandono che esistono sui nostri litorali”.

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