“Napoli e i napoletani da bruciare”. È polemica sulla frase apparsa in una fabbrica di Pomigliano

L’idea è venuta a un dirigente dell’azienda, che ha voluto umiliare le maestranze ricorrendo alla discriminazione più becera

“Bisogna bruciare tutto: Napoli, tutti i napoletani e i loro rifiuti, anche perché i napoletani sono un rifiuto del mondo”. La frase è apparsa sui display della fabbrica della Tiberina di Pomigliano d’Arco. L’idea è venuta a un dirigente dell’azienda, tra l’altro di Napoli, che ha voluto umiliare le maestranze ricorrendo alla discriminazione più becera.

Sull’episodio è intervenuto il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, nel corso di una puntata della trasmissione di Radio Marte “La Radiazza”, condotta da Gianni Simioli. “Tale atto – ha detto l’esponente politico – è assolutamente ingiustificabile e denota l’incapacità di un dirigente di indirizzare la fabbrica senza ricorrere a pratiche violente.

La sua giustificazione, inoltre, è ancora peggio dell’atto in sé. Ha asserito di aver fatto scrivere la frase per motivare gli operai. Spronare i lavoratori attraverso le offese è un modo di fare deprecabile e assolutamente controproducente”. La notizia è stata diffusa da Il Mattino e ha prodotto malumore in città.

“Oramai tali modi di fare – ha continuato Borrelli – sono così giustificati che addirittura un dirigente si sente in diritto di pubblicarli sui display di uno stabilimento. Si tratta di un fatto di una gravità esponenziale. Riteniamo che il dirigente che si è macchiato di questa vergogna debba scusarsi pubblicamente, in primis con i suoi operai e successivamente con l’intera città”

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