Napoli, l'emergenza criminalità dei Colli Aminei

Escalation di furti e rapine nella zona collinare di Napoli. Il questore: "Attenzione alta sulla zona, predisposti servizi specifici"

Chiusa a chiave nel suo negozio, attende i clienti. È terrorizzata una commerciante di viale Farnese. Non vuole rilasciare interviste, non vuole essere ripresa. Mostra qualche remora perfino nel raccontare da anonima la sua esperienza. Nei giorni scorsi ha subito una rapina nella sua profumeria, aperta da appena due mesi, e ora non si sente più al sicuro. È una delle tante vittime di furti e rapine che stanno opprimendo i Colli Aminei. “Mi sono barricata dentro perché stamattina c’è stato un po’ di movimento, forse un’altra rapina, e ho avuto paura”, spiega. Sono appena le 12. Quel coltello puntato contro da uno sconosciuto, è un ricordo fresco. “Jamm jamm, vir e t mover. Senza fa burdell” (“Dai, vedi di muoverti. Senza fare casino”, ndr), gli ha intimato il rapinatore entrato nei giorni scorsi a volto scoperto nel suo negozio. Racconta quei momenti con una voce ancora scossa: “Si è portato via 150 euro, li avevo appena incassati. E se ne è andato via dicendo grazie”. Nella stessa zona aveva già subito il furto dell’auto. Poco distante, da qualche mese è sparita l’insegna di una camiceria. Dopo l’ultimo furto la saracinesca non si è più alzata, e sulla porta ora spicca il cartello “Affittasi”. “Qui sono diversi i negozi che hanno chiuso nell’ultimo periodo, per lo stesso motivo”, dice il titolare di una vicina tabaccheria. Anche lui è una delle numerose vittime dei delinquenti che stanno terrorizzando i Colli Aminei. Fra pochi giorni andrà via, un altro imprenditore arriverà a gestire la sua attività.

L'escalation di furti e rapine

“Furti e rapine sono aumentati”, sostengono residenti e commercianti. Non è soltanto una percezione. Il questore di Napoli, Antonio De Iesu, conferma la recrudescenza dei reati predatori: "C'è - asserisce, rispondendo alla nostra domanda - Noi analizziamo i dati statistici e in relazione ad altri periodi si rileva". I commercianti sono costretti ormai a fare i conti con le incursioni dei ladri e il rischio di subirle. I delinquenti non lasciano tregua e i danni sono ingenti: si portano via ogni cosa e lasciando dietro di sé locali devastati. Fanno razzia di tutto ciò che trovano: dai gioielli ai salumi, alle casse vuote e, finanche, ai telefoni finti, quelli da esposizione. Nella sua boutique Armando ha subito una perdita di 70 mila euro: a dicembre scorso i ladri sono entrati alle 4 di notte creando un buco nella vetrina e si sono portati via capi di abbigliamento di valore. Qualche negoziante ha deciso di chiudere bottega. C’è chi ci sta pensando. Chi resiste, invece, ha dovuto investire in sistemi di sicurezza. La situazione è esplosiva e chi ha proprietà nella zona teme addirittura per il valore degli immobili, a tal punto da decidere di dar vita a un’associazione dei proprietari immobiliari. Per far fronte all’emergenza criminalità, i commercianti hanno pensato di affidare la sorveglianza notturna a un istituto di vigilanza. “Ci autotasseremo”, spiega Aurelio Baiano, presidente dell’associazione dei commercianti della zona. “L’associazione Colli Aminei 3.0 è nata sul campo, proprio per i problemi che abbiamo con furti e rapine. Si è costituita per necessità, perché in un periodo di circa un anno ci sono stati una cinquantina di furti nei negozi della zona”, riferisce Baiano, che in via Nicolardi ha una gioielleria. La sua attività solo nell’ultimo anno ha subito due furti, a giugno scorso e a ottobre.

I provvedimenti delle forze di polizia

I raid dei criminali si sono intensificati nell’ultimo anno. “Un servizio dalle 7 a mezzanotte di una pattuglia di falchi in luoghi strategici”, ha annunciato il questore di Napoli, Antonio De Iesu, all’incontro pubblico sulla sicurezza che si è tenuto giovedì nella chiesa del posto. “L’attenzione sulla zona è alta”, ha assicurato De Iesu, che pubblicamente ha riferito dell’operazione in cui sono stati bloccati due presunti rapinatori seriali denunciati per ricettazione, soggetti residenti a Scampia pizzicati il giorno prima con uno scooter rubato e un’arma identica a quella in dotazione alle forze di polizia. Per far fronte all’impennata degli episodi criminosi, sia la Polizia di Stato che l’Arma dei carabinieri hanno avviato servizi specifici, soprattutto di notte. Il questore ha chiesto ai residenti di collaborare, e li ha invitati ad utilizzare l’applicazione Youpol per segnalare persone e fatti sospetti. A Napoli le zone critiche sono troppe, e le forze di polizia sono insufficienti. “Io, come funzionario dello Stato, sono abituato a fare con quello che ho. A differenza degli ultimi 4 anni, in cui abbiamo avuto un ridimensionamento, oggi il Governo ha stanziato cospicue risorse. Per fortuna ora sembra che saranno finanziate delle assunzioni e da qua a due anni Napoli sarà destinataria di molti uomini”, ha detto il questore, che chiede di fare rete al fine di ottimizzare gli interventi. “Con le informazioni provenienti dal territorio cerchiamo di inquadrare periodi della giornata più a rischio, giorni della settimana, e questo ci consente di operare in modo mirato e, quindi, più efficacemente”, spiega. Alcuni negozianti sostengono che le ore più a rischio della giornata siano quelle comprese tra le 17 e le 20. Poi c’è il coprifuoco. Ed è parere diffuso che i punti più critici siano quelli della stazione della metropolitana, di viale Farnese e “la pineta”. Ma i fatti dicono che i malfattori ai Colli Aminei entrano in azione ovunque e ad ogni ora. Il questore esclude che dietro l’aumento degli episodi delinquenziali ci sia la mano della camorra. Un’ipotesi, questa, paventata da diversi esercenti. Tra qualche commerciante si sta facendo anche strada l’idea che dietro l’aumento di furti e rapine possa esserci il disegno di qualche istituto di vigilanza che punti ad accaparrarsi clienti sul territorio. Ma De Iesu non mostra dubbi: “Non ci sono elementi per ritenere che si tratti di camorra. Si tratta di atti di criminalità predatoria. E questo purtroppo è uno dei problemi che, al pari della criminalità organizzata, affligge questa città”. A facilitare il “lavoro” dei delinquenti, la scarsa illuminazione di alcune aree e la presenza di strade isolate, come quella da percorrere per raggiungere la stazione della metro. Gli abitanti del posto sono esausti. L’angoscia è evidente, e anche l’incontro con i vertici provinciali di polizia e carabinieri rappresenta l’occasione per sfogare paura e rabbia. Gli esercenti hanno richiesto la videosorveglianza. Il presidente della III municipalità di Napoli, Ivo Poggiani, ne prevede l’installazione “entro 6-8 mesi”: "Abbiamo attivato fondi della Regione Campania e a breve arriverà il sistema di videosorveglianza". "Il quartiere - prosegue - è complicato. Sicuramente non ha grandi luoghi di aggregazione, non ha piazze. È usato principalmente dalla cittadinanza come quartiere dormitorio. Quello che dobbiamo provare a fare è ritornare ad essere comunità per sconfiggere il senso della paura".

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