Oltre cento i clan di camorra napoletani, ma a comandare sono solo due cartelli

I gruppi egemoni sono l’Alleanza di Secondigliano e la famiglia Mazzarella. Intanto i giudici lanciano il grido d’allarme: "Troppi omicidi, siamo in pochi"

Oltre cento i clan di camorra napoletani, ma a comandare sono solo due cartelli

La geografia criminale a Napoli e in Campania è ben definita: i clan della camorra sono frazionati in oltre cento gruppi, anche se a controllare il territorio, in particolare, sono solo due cartelli. L’Alleanza di Secondigliano e il clan Mazzarella imperano, circondati da una serie di piccole organizzazioni alleate. Da un’indagine del quotidiano napoletano Il Mattino emerge un quadro fosco e preoccupante: i due clan, divisi tra il centro di Napoli e le aree periferiche, ormai controllano anche parte dell’economia legale, attraverso il riciclaggio di denaro sporco.

I due clan egemoni

L’Alleanza di Secondigliano, che opera nelle periferie di Scampia, Piscinola e Miano, raccoglie al suo interno le famiglie criminali dei Licciardi-Mallardo-Contini-Bosti. Negli ultimi anni il clan ha allargato i suoi confini riuscendo a controllare anche alcuni quartieri della Napoli bene, come Il Vomero e l’Arenella, mentre una guerra in corso con i Mazzarella si sta combattendo per la conquista di Fuorigrotta. L’obiettivo della camorra è mettere le mani sui finanziamenti edilizi post pandemia da Covid-19; la partita è aperta e si preannuncia molto cruenta. In gioco c’è anche l’altro potente cartello, quello dei Mazzarella, che ha il suo quartier generale nel centro storico di Napoli. Ramificazioni il gruppo le ha create anche fuori città, a Portici e a San Giorgio a Cremano.

I problemi della giustizia

Mentre i clan di camorra si organizzano, arriva il grido d’allarme dei magistrati. Il procuratore generale di Napoli Luigi Riello, come riporta il Quotidiano Nazionale, ha dichiarato a poche ore dalla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2022 che la situazione è drammatica. “Napoli è caso nazionale – ha spiegato – troppi omicidi, i clan proliferano e mancano i magistrati”. Per Riello, il numero dei giudici per le indagini preliminari andrebbe triplicato, così come sarebbe indispensabile, per evitare infiltrazioni criminali, costituire una cabina di regia per controllare i fondi del Pnrr.

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