Pizzo alle ambulanze, arrestato affiliato a un clan camorristico

I carabinieri, dopo un lungo periodo di indagini, hanno fermato un 46enne con l’accusa di tentata estorsione e porto illegale di arma

Dovevano versare 3mila euro al mese per poter continuare a trasportare i pazienti con le ambulanze dell’associazione che si occupa del primo soccorso agli ammalati. Erano costretti a pagare il pizzo alla camorra i responsabili del sodalizio napoletano per non subire ritorsioni dagli uomini del clan del cartello criminale del Vomero Cimmino-Caiazzo.

I carabinieri, dopo un lungo periodo di indagini, hanno arrestato un 46enne con l’accusa di tentata estorsione e porto illegale di arma. L'uomo è stato identificato con ricerche coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia ed è stato rinchiuso nel carcere di Secondigliano. L'operazione si collega a quella che aveva portato all'arresto di un 36enne, scovato da latitante in un appartamento nel complesso di edilizia popolare di via Corrado Alvaro, nel quartiere Pianura, a ovest di Napoli.

Già qualche mese fa fu fermato il latitante, sempre appartenente al clan Cimmino-Caiazzo, che usava ricattare allo stesso modo il titolare dell’associazione di trasporto dei malati. Per le forze dell’ordine la persona arrestata, con alcuni complici ancora da individuare, minacciava il titolare dell'associazione di ambulanze anche usando una pistola, per costringerlo a versare ogni mese 3000 euro di pizzo.

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