Primario pronto soccorso Cardarelli positivo al Coronavirus: sanificato il reparto

Adesso saranno effettuati tamponi e andranno in quarantena precauzionale tutti i sanitari che hanno avuto contatti diretti con il medico

Nell’elenco delle persone positive al Coronavirus si è aggiunto anche il primario dell’ospedale Cardarelli di Napoli. La notizia è arrivata dal consigliere regionale, e membro della commissione Sanità, Francesco Emilio Borrelli. Il reparto della struttura sanitaria è stato chiuso. “In tarda serata sarà igienizzata tutta l’area – ha detto Borrelli – l’Asl Napoli 1 andrà a fare disinfezione e poi sarà riaperto il reparto”. Adesso saranno effettuati tamponi e andranno in quarantena precauzionale tutti i sanitari che hanno avuto contatti diretti con il primario del pronto soccorso.

Intanto, sfondato in Campania il muro dei 100 contagiati dal Coronavirus. L’unità di crisi della Protezione civile regionale, infatti, ha comunicato l’esito positivo su 12 dei 68 tamponi esaminati in mattinata, presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno di Napoli. Naturalmente, come sempre, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. E, nel primo pomeriggio, il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, ha voluto ribadire in un nuovo videomessaggio, diffuso tramite la pagina Facebook ufficiale della Regione Campania, la nuova “stretta” contenuta nell’odierna ordinanza regionale.

Nel video, De Luca, rivolge un altro accorato invito ai cittadini campani dopo quello di ieri, anche per fare il punto della situazione, dopo l’ordinanza regionale che in mattinata aveva seguito il decreto della Presidenza del Consiglio firmato in nottata dal premier Giuseppe Conte, ma soprattutto per richiamare ancora una volta, con forza ed estrema chiarezza, la popolazione della Campania a tenere comportamenti responsabili, necessari per limitare il più possibile il contagio da Covid-19.

“Stiamo cercando di alzare un muro – ha dichiarato il governatore – per impedire la diffusione del contagio, ma perché questa operazione riesca bisogna essere rigorosi e controllare che tutto funzioni, altrimenti dovremo poi rassegnarci ad avere un’ospedalizzazione, con la situazione negli ospedali che diventerebbe pesante perché si dovrebbe decidere, a un certo punto, se ricoverare in terapia intensiva, per esempio, chi ha un trauma da incidente stradale o chi ha il Coronavirus ed è in condizioni gravi. Questo è il senso dell’operazione che si sta cercando di mettere in piedi”.

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