Il prodigio di San Gennaro si compie a metà: nell’ampolla si forma una strana bolla

Dopo un’intera giornata di preghiere si è verificata l’attesa liquefazione del grumo contenuto in una boccetta, ma non in maniera completa

Il prodigio di San Gennaro si compie a metà: nell’ampolla si forma una strana bolla

Non si sa se sarà un cattivo o un buon presagio lo strano fenomeno a cui ieri hanno assistito i fedeli di San Gennaro. Per la prima volta il noto “miracolo” dello scioglimento del sangue del santo è avvenuto in maniera inconsueta. Alle ore 18, dopo un’intera giornata di preghiere si è verificata l’attesa liquefazione del grumo contenuto in un’ampolla, ma non in maniera completa. Si è creata una strana bolla prima che il sangue ritornasse di nuovo solido. La funzione si è svolta come di consueto, con tutti i preamboli e le tradizioni, nelle mani dell'abate della cappella del tesoro, monsignor Vincenzo De Gregorio, nella cerimonia del mattino, e del vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer nel pomeriggio, ma gli stessi prelati hanno evidenziato la stranezza.

“È successa una cosa strana – ha dichiarato monsignor De Gregorio al Corriere del Mezzogiornoil sangue si è prima sciolto poi è tornato indietro. In ventuno anni che sono abate, non ho mai visto una cosa del genere. Preghiamo perché sia di conforto per le nostre ansie e i dolori”. Il popolo napoletano, comunque, era in trepida attesa dell’evento, temendo che, come accaduto l'anno scorso, il sangue non si sciogliesse, anche se i momenti più importanti restano la cerimonia del 19 settembre e l’appuntamento del sabato che precede la prima domenica di maggio, quando, nel ricordare la traslazione delle reliquie, si dà vita alla processione che dal Duomo arriva alla Basilica di santa Chiara.

Il 16 dicembre è la data meno conosciuta in Italia, ma altrettanto importante, poiché ricorda l'intervento di San Gennaro che si narra avrebbe bloccato l'eruzione del Vesuvio del 1631. Il vescovo di Napoli Domenico Battaglia ha ricordato: “Il sangue di San Gennaro è un fenomeno di fede e quindi va sganciato dalla superstizione”, ma i napoletani sono superstiziosi per natura e adesso attendono di sapere quali saranno le conseguenze del “miracolo” verificatosi a metà.

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