Pugno di ferro contro la mala-movida. Ma c'è chi protesta

Per il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, l'ordinanza urgente contro la movida selvaggia "si è resa necessaria per porre rimedio allo stato di totale anarchia nel quale la città è stata ridotta in questi anni"

Pugno di ferro contro la mala-movida. Ma c'è chi protesta

A partire da domani entrerà in vigore l’ordinanza del Comune contro la movida selvaggia. Con questa mossa saranno limitati orari e verranno imposte nuove regole per garantire uno svolgimento più sereno, soprattutto per i residenti delle aree maggiormente toccate dal by-night.

L’ordinanza prevede lo stop alla musica a mezzanotte mentre i locali dovranno chiudere all’una nei giorni feriali e un’ora dopo nei fine settimana. Le limitazioni di orario sono estese anche all'asporto di bevande di alimenti per market e chioschi. Dalla stretta sono esclusi ristoranti e pizzerie con servizio ai tavoli. Ciò significa che, oltre agli alcolici, non si potranno consumare in strada panini, pizzette e cornetti. È invece prevista una tolleranza di 30 minuti per permettere la pulizia dei locali e delle aree adiacenti.

Si fa divieto "a chiunque di utilizzare su strada amplificatori o percussioni a partire dalle ore 23". Per i trasgressori sono previste multe che vanno da 25 a 500 euro. Nei casi di reiterata inosservanza di alcune prescrizioni la Questura potrà disporre la sospensione dell'attività per un massimo di 15 giorni.

In un primo momento si ipotizzava la creazione di una sorta di "zona rossa" anti movida selvaggia solo per alcune zone come la zona dei baretti di Chiaia e il centro storico. Invece quest’area è stata estesa tanto che comprenderà ben 111 strade nei quartieri Vomero (via Falcone, via Merliani, via Morghen, via Mattia Preti, San Martino, piazza Vanvitelli, via Kerbaker, piazza Fuga, piazza Medaglie d'Oro), Chiaia (compreso il lungomare e la Riviera di Chiaia), Posillipo, Bagnoli e le zone di piazza Garibaldi e della Ferrovia e del centro storico (compresi anche diverse vie dei Quartieri Spagnoli.)

Le strade sono state individuate dopo le relazioni delle forze dell'ordine richieste dal prefetto Claudio Palomba. "L'ordinanza urgente per regolamentare la movida nelle zone a maggiore aggregazione giovanile si è resa necessaria per porre rimedio allo stato di totale anarchia nel quale la città è stata ridotta in questi anni", ha dichiarato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. "Il nostro obiettivo non è punire i proprietari dei locali oppure impedire ai giovani di divertirsi ma provare a contemperare le esigenze di tutti tutelando i diritti di ciascuno. Allo stesso tempo, stiamo lavorando insieme alle altre istituzioni a realizzare forme di recupero dei nostri giovani troppo spesso vittime dell'abuso di alcool oppure estromessi dal sistema scolastico. Infine, la programmazione turistico-culturale della città prevederà un'adeguata offerta artistica in grado di far vivere il divertimento notturno nel rispetto del decoro e della quiete", ha concluso il primo cittadino.

La stretta resterà in vigore per 4 mesi. Successivamente toccherà al consiglio comunale varare un nuovo regolamento in materia. "La città in alcune zone (quelle per consuetudine che registrano fenomeni di aggregazione notturna) è interessata da una forte recrudescenza del fenomeno della movida e dei suoi effetti più distorsivi che si sono tradotti in ripetuti episodi di disturbo della quiete pubblica e vandalismo, nonché gravi forme di delinquenza (malamovida)", si legge nel testo. Strade che, è riportato ancora, sono diventate "teatro di fenomeni di bivacco e di degrado, nonché di condotte che compromettono le comuni regole di vita civile, incidendo in maniera fortemente negativa sulla qualità urbana".

Le reazioni

La mossa del Comune, però, non piace a tutti. C’è chi vede in essa una sorta di punizione per i proprietari dei locali, per di più in un momento di rilancio dopo la crisi economica provocata dalle misure anti-Covid, e chi invece la ritiene solo il primo passo per contrastare il fenomeno della movida selvaggia che provoca disagi enormi a una parte della popolazione.

"La limitazione drastica degli orari appare come una inutile punizione nei confronti degli esercizi, senza contribuire al contrasto alla cosiddetta malamovida, tanto è vero che una simile limitazione non è stata adottata nelle altre grandi città", è la nota con la quale Fipe Confcommercio boccia l'ordinanza. "Nulla impedirà ai giovani- si legge ancora nel comunicato- di consumare alcolici, magari acquistati da ambulanti abusivi, in modo incontrollato in strade e piazze, come accade già adesso. La chiusura all'una durante la settimana è particolarmente penalizzante. L'orario andrebbe spostato almeno alle 2. In generale, la semplice imposizione di un orario di chiusura non risolve il problema perché gli assembramenti per strada sono del tutto indipendenti dall'attività degli esercizi, come si può facilmente constatare anche adesso".

Non solo disappunto. La Fipe, insieme agli associati, sta valutando se fare ricorso: "Avevamo proposto soluzioni strutturali: regolamentazione delle nuove aperture, controlli mirati sulla qualità e la tracciabilità delle bevande e sulla vendita di alcol a minori, e una nuova regolamentazione del suolo pubblico che consenta agli esercizi di accogliere in maniera più ordinata e sicura i propri clienti. Inoltre, un provvedimento basato sulla zonizzazione provoca inevitabilmente un trasferimento verso le zone e i Comuni vicini dove non vi sono limitazioni".

L'ordinanza, racconta Repubblica, non convince neanche Fabrizio Caliendo, dell’associazione AssoNotte: "È singolare che per colpa della malamovida ancora una volta le eccellenze della notte debbano pagare incolpevoli. La nostra associazione lotterà per dare spazio solo ai locali d'eccellenza del Centro storico, quelli che non vendono alcol ai minori per pochi euro". Caliendo spiega che è fondamentale soffermarsi "sulla necessità ancora ignorata di servizi come ambulanze, trasporti pubblici e reparti di polizia dedicati alla notte. Ricordo che negli anni nessuno ha mai fatto rispettare realmente regole come quella sul divieto notturno di vendita di alcool d'asporto stabilito dalla Regione”.

Il comitato "Chiaia viva e vivibile", guidato da Caterina Rodinò, spinge invece per regole ancora più dure tanto che considera l'ordinanza solo "un primo importante passo per arginare la deriva di illegalità e invivibilità che da circa 10 anni ha trasformato interi quartieri". "Ci saremmo augurati- continua la nota del Comitato- maggiore coraggio da parte di questa amministrazione perché così come articolata l'ordinanza non riuscirà a "proteggere" i diritti dei residenti delle zone in questione in quanto gli orari di chiusura previsti non consentono se non poche ore di riposo notturno e le sanzioni sono troppo leggere. Ma la vera differenza la faranno le forze dell'ordine, unica possibilità che le regole previste vengano rispettate e che diminuiscano gli episodi di violenza".

Il comitato, però, ha sottolineato che un merito l’ordinanza lo ha: "per la prima volta viene riconosciuto un nesso tra la "movida" e la ricaduta che ha sulla vita dei residenti privati di libertà come il rientro a casa o il diritto al riposo notturno” .

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