La sassata in testa, poi l'orrore: così il clandestino ha stuprato l'agente

L'aggressione, la lotta e la violenza: i terribili momenti vissuti dalla poliziotta, che ha tuttavia mantenuto la lucidità per rimettersi in piedi e assicurare il criminale alla giustizia

La sassata in testa, poi l'orrore: così il clandestino ha stuprato l'agente

Una vicenda che ha fatto scalpore quella della poliziotta aggredita e violentata da un bengalese clandestino dopo aver terminato il turno al commissariato Decumani, a Napoli.

La vittima, ferita e in evidente stato di choc, si trova ora ricoverata all'ospedale Cardarelli, mentre lo straniero è già stato arrestato. Questa storia, però, fa riflettere sulle gravissime carenze nella sicurezza del nostro Paese. Di fronte alla furia di certi soggetti, neppure chi indossa la divisa è al sicuro.

Picchiata e violentata al porto

Iniziato il turno alle ore 19, la poliziotta ha smontato a mezzanotte. La sua auto era postaggiata all'interno del porto, altezza del Varco Pisacane, e lì si è diretta, senza pensare ai pericoli e al fatto di starsi muovendo da sola in una zona buia.

Non si è accorta di essere seguita. Eppure il bengalese l'ha pedinata fin quasi alla sua vettura, per poi balzarle addosso. In breve si è consumata la violenza. Colpita alla testa con una pietra, la donna è stata strattonata, picchiata, morsa, graffiata, stretta al collo e, purtroppo, stuprata, malgrado tutti i suoi sforzi per avere la meglio sul malvivente.

Le sue grida disperate hanno infine attirato l'attenzione di qualcuno che ha immediatamente contattato i soccorsi. Lo straniero è fuggito, e la donna, con estrema freddezza, è riuscita a mettersi in piedi e a impugnare la pistola d'ordinanza. "Ha bussato al finestrino e impugnava l'arma. Io dormivo, ho pensato quasi che volesse rapinarmi. Poi ho capito che chiedeva aiuto indicandomi un uomo che scappava mi ha detto che l'aveva violentata e che stava per ucciderla" è il racconto di un camionista al Corriere del Mezzogiorno.

La lucida descrizione fornita dalla poliziotta ha consentito ai suoi colleghi, accorsi sul posto, di rintracciare in breve tempo il responsabile, fermato in via Duomo. J. M., bengalese clandestino di 23 anni, è stato quindi arrestato con le accuse di violenza sessuale e tentato omicidio. Dai controlli è emerso che si tratta di un senza fissa dimora con numerosi precedenti alle spalle, che stanzia nella zona della Ferrovia e di via Marina.

Le condizioni della poliziotta

Sconvolta ma ancora molto lucida, l'agente di polizia è stata poi soccorsa dai sanitari del 118, che l'hanno trasportata all'ospedale Cardarelli di Napoli. Qui la donna ha ricevuto le cure del caso. Alcuni punti di sutura sono stati necessari per il profondo taglio riportato al sopracciglio, dove era stata colpita dalla pietra. Sono state poi riscontrate diverse contusioni su tutto il corpo, dagli occhi alle gambe.

I suoi colleghi sono tutti sotto choc. La loro collega aggredita non ha neppure trent'anni, ed è nipote di un ispettore dei Falchi. Ha lottato come una guerriera per salvarsi, eppure alla fine ha vinto la forza bruta del suo aguzzino. Le immagini della violenta aggressione sono state acquisite grazie alle telecamere di sorveglianza presenti nel porto e nelle zone limitrofe. L'intera scena è stata ricostruita e il clandestino incastrato.

Le reazioni

Un episodio che sconvolto tutta Napoli, dove l'allarme sicurezza è ormai all'ordine del giorno. I problemi sono tanti e sotto gli occhi di tutti. Il sindaco Gaetano Manfredi ha contattato il questore Alessandro Giuliano per esprimere solidarietà nei confronti della polizia, ma non basta.

Commentando la vicenda, Andrea Annunziata, presidente dell'Autorità Portuale, si è detto addolorato per l'accaduto. "La violenza è sempre grave e lascia brutti segni, è capitato a una poliziotta, che di certo ha più esperienza su come comportarsi in simili casi, eppure non ce l'ha fatta neanche lei" ha dichiarato, come riportato da Repubblica. "Purtroppo c'è bisogno di maggiore controllo. Anche se nel porto è totale e questi fenomeni accadono in qualsiasi parte del mondo. Ma ciò non significa che non si debba alzare il livello della sorveglianza. Per fortuna le telecamere sono anche immediatamente fuori dal porto e si è potuta ricostruire tutta la sequenza" ha aggiunto.

I sindacati di polizia sono insorti, invocando più attenzione alla categoria da parte delle autorità. "Siamo giunti ad un punto di non ritorno, le parole non bastano più.

C'è bisogno di un piano strategico e sinergico tra tutte le istituzioni per debellare questo fenomeno criminale" ha dichiarato Angelo Esposito, segretario generale Silp Cgil Napoli, come riportato dal Corriere di Mezzogiorno. A fargli eco i colleghi Giuseppe Raimondi, segretario locale del Coisp, e Stella Cappelli, Segretario Generale vicario Fsp Polizia.

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