Specializzandi rifiutano l’assunzione per emergenza: "Il compenso è troppo basso"

Immediata la reazione dell'ordine dei medici della Campania, che ha evidenziato come i quattro specializzandi non siano mercenari. Il rifiuto non per questioni economiche, ma solo perché non si può accettare di lavorare senza protezioni

Specializzandi rifiutano l’assunzione per emergenza: "Il compenso è troppo basso"

“Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro di prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettermi a disposizione dell’Autorità competente, in caso di pubblica calamità”. Recita così uno dei passaggi del Giuramento d’Ippocrate, testo su cui i medici-chirurghi e odontoiatri giurano prima di iniziare la professione. Sembra, però, che i quattro specializzandi presentatisi per l’assunzione immediata da parte dell’Asl Napoli 1 non abbiano letto con attenzione questa parte. Troppo basso lo stipendio, a detta loro. Invece di prestare soccorso “in caso di pubblica calamità”, i quattro specializzandi hanno pensato bene di farne una questione economica.

L’emergenza dovuta all’infezione da Coronavirus sta mostrando tutte le carenze del sistema sanitario italiano, non attrezzato adeguatamente per una calamità del genere. I medici, gli infermieri, il personale sanitario tutto è allo stremo delle forze, esausto fisicamente dai turni massacranti ed emotivamente da un’infezione che sta portando via la vita di centinaia di persone ogni giorno. Servivano posti letto per sopperire alle troppe persone che richiedevano cure in terapia intensiva e la sanità si è attivata ricavandone da tutti gli spazi possibili, trasformando ospedali e istituendo tensostrutture. Serviva personale medico in rianimazione ma il risultato non è stato quello sperato: dei cinque nominativi trasmessi si sono presentati in quattro e tutti hanno rifiutato a causa del compenso che, secondo loro, sarebbe troppo basso.

L’Asl Napoli 1 ha proposto la formalizzazione dell’assunzione immediata con decorrenza 21 marzo, garantendo un contratto di lavoro autonomo di durata semestrale con compenso pari alla differenza tra quanto percepito per l’attività di specializzazione e il trattamento economico formalmente previsto dal vigente contratto nazionale dell’area sanità per dirigente medico di analogo profilo. I quattro rianimatori, tra straordinari e ore extra, avrebbero guadagnato in questo periodo quanto i colleghi più anziani. Ma, a quanto pare, la loro pretesa sarebbe stata superiore a quella offerta dall’Asl. Il tentativo dell’Azienda di trovare rianimatori da inserire all’ospedale Loreto Mare, tuttavia, si è rivelato vano, dopo il rifiuto degli specializzandi.

Il direttore generale Ciro Verdoliva ha reagito parlando di “un comportamento vergognoso”, in una nota inviata qualche giorno fa al presidente De Luca, al prefetto e al direttore della sanità campana Antonio Postiglione. “Sono molto amareggiato e dispiaciuto che in un momento difficile per il nostro Paese tali lavoratori pongano una questione economica al rialzo rispetto all’offerta adeguata a quanto percepiscono i dirigenti anestesisti già in servizio da noi”. La decisione risulterebbe quantomeno opinabile in qualsiasi momento, ma in una situazione d’emergenza come quella che sta vivendo l’Italia, rifiutare di essere d’aiuto è una dimostrazione di venialità e di non professionalità. Per dirla con le parole di Fabrizio De André in Città Vecchia “Dove sono andati i tempi d’una volta, per Giunone, quando ci voleva per fare il mestiere anche un po’ di vocazione?”.

Immediata la reazione dell'ordine dei medici della Campania, che ha evidenziato come i quattro specializzandi non siano mercenari. Il rifiuto non sarebbe avvenuto per questioni economiche, ma solo perché non si può accettare di lavorare senza protezioni.

"Ci servono medici vivi, non eroi morti e non sono ammissibili processi indiziari né processi mediatici", hanno detto i vertici dell'ordine.

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