Il giallo dei tamponi "spariti": che cosa succede ai controlli?

Tamponi drive-in, si continuano a registrare disagi e criticità sull'intero territorio nazionale. Code e attese lunghe oltre due ore anche a Nola, nel napoletano: qui tra le lamentele registrate, lo smarrimento di risultati

Il giallo dei tamponi "spariti": che cosa succede ai controlli?

Tamponi con soluzione drive-in. Dovevano essere l’arma in più contro l’emergenza, ma hanno provocato pesanti disagi e caos, che continuano a caratterizzare le postazioni allestite sull’intero territorio nazionale: code, attese lunghe ore, ritardi nell’elaborazione e comunicazione dati: sono questi gli aspetti di un’emergenza nell’emergenza dove a pagare è ancora il cittadino.

Situazione non differente dal trend nazionale a Nola, nel napoletano. Qui, per l’esecuzione del tampone, si attende oltre due ore. La coda di auto in attesa arriva a toccare il margine del centro storico cittadino. E le lamentele non mancano, soprattutto per gli orari, comunicati e non rispettati.

“Ho accompagnato mia figlia per il tampone – ci raccontano dalla coda – non dovrei stare a contatto con lei. In queste condizioni se è positiva, probabilmente lo sarò anche io. Sono troppo lenti e non rispettano gli orari; se si comunica appuntamento per le 15:00 non è possibile dopo due ore essere ancora in attesa in auto”

Ma le cose cambiano di persona in persona e le sorprese non mancano. C’è chi in fila si trova non per la prima volta. La ragione? I risultati smarriti. “La prima volta ho fatto il tampone a Palma Campania, questa è la seconda volta. Il mio tampone è andato perso e non si sa che fine abbia fatto. Si sa soltanto che non è né a Palma Campania, né a Portici, né a Nola. È stato individuato dalla piattaforma che da Palma Campania è stato inviato a Nola ma probabilmente si è perso per strada”

E dalle rimostranze del cittadino a quelle delle istituzioni. Ritardi inaccettabili dell’Asl denunciati a Marigliano dalla fascia tricolore locale Giuseppe Jossa – “Abbiamo dei ritardi inaccettabili nell’esecuzione dei tamponi e soprattutto nella comunicazione degli esiti. Ricevo continuamente telefonate di cittadini disperati che restano per settimane chiusi in casa in attesa che l’Asl proceda al tampone. Ricevo telefonate di persone disperate che vorrebbero rientrare a lavoro ma non possono farlo se non con la certificazione della negatività acquisita.