Il virus non ferma le zeppole di San Giuseppe: denunce e sequestri

A Ottaviano denunciate cinque persone in un locale, a Marano di Napoli la vendita dei dolci era stata sponsorizzata sui social

In pasticceria, nonostante i divieti e le chiusure imposte dalle regole anti-coronavirus, si producevano le classiche zeppole per festeggiare la giornata di San Giuseppe e la festa del papà, ma i poliziotti sequestrano tutto e denunciano cinque persone.

È accaduto a Ottaviano, in provincia di Napoli. La scoperta porta la firma degli agenti del commissariato della polizia di Stato di San Giuseppe Vesuviano impegnati nei servizi finalizzati al controllo sul rispetto delle ordinanze regionali e delle disposizioni del decreto del presidente del consiglio dei ministri sulle misure per il contenimento della diffusione del coronavirus. I poliziotti, durante il loro servizio, hanno scoperto che l’attività commerciale di bar-pasticceria, nonostante le restrizioni previste dalle normative, era aperta e al suo interno c’erano alcune persone.

Al loro arrivo, i poliziotti hanno scoperto due pasticcieri intenti alla preparazione dei classici dolci della festa, alcuni dei quali erano già stati collocati all’interno dei forni pronti per la cottura e per la farcitura. Però le norme anti-Covid-19 impongono la chiusura delle attività commerciali e, tra queste, annovera anche quella delle pasticcerie. I titolari e lavoratori del negozio, il proprietario del bar e due pasticcieri, però, si sono difesi. Hanno assicurato agli agenti che quelle zeppole non sarebbero mai finite in commercio e che, invece, erano destinate all’uso loro e delle loro famiglie. Contestualmente, anche gli avventori del locale hanno avvalorato questa tesi, spiegando ai poliziotti che loro si erano fermati nel locale solo per un rapido saluto agli esercenti e non per acquistare qualcosa.

Ai poliziotti, però, la loro versione non è parsa attendibile. Così gli agenti hanno proceduto al sequestro della pasticceria e alla denuncia delle cinque persone scoperte all’interno del locale. Tutte dovranno rispondere per le inottemperanze al Dpcm del 9 marzo scorso.

Non si tratta dell’unico caso del genere verificatosi in queste ore nel Napoletano. A Marano di Napoli, i carabinieri hanno denunciato quattro persone. Si tratta del titolare e di tre dipendenti di una pasticceria del posto che aveva pubblicizzato anche sui canali social l’intenzione di procedere alla vendita a domicilio delle zeppole di San Giuseppe. È stata proprio la scelta di affidarsi al web a incastrare proprietari e lavoratori dell’esercizio commerciale maranese. Quando i militari si sono presentati all’interno del laboratorio hanno scoperto che era tutto pronto per l’infornata: impasti, creme e persino le ciliege amarene sciroppate. Tutti e quattro, dunque, sono stati denunciati per non aver rispettato l’obbligo di chiusura imposto dalle normative emanate da governo e Regione per contrastare la diffusione del coronavirus e la pasticceria è stata sequestrata.

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Commenti

Giorgio5819

Dom, 22/03/2020 - 12:05

Dove ?...dove per cultura si trova sempre il modo di infrangere le leggi. Problema ancestrale.