Napolitano: «Niente tagli alla ricerca, è il nostro motore dello sviluppo»

Il capo dello Stato chiede che il governo «tenga nella giusta considerazione» la scienza, «una risorsa preziosa per il Paese». Quanto a Napoli, il suo futuro sta in un ruolo di colegamento tra l'Europa, il Mediterraneo e il Medio Oriente

Sì ai tagli, ok anche alle amputazioni dolorose, visti i chiari di luna della crisi che impone necessari sacrifici. Ma la ricerca no, dice Giorgio Napolitano, quella non va toccata perchè «è una risorsa preziosa per il mondo della scienza italiana» e anche un «punto di forza» per lo sviluppo. «Mi auguro - spiega il capo dello Stato - che questa consapevolezza sia pienamente acquisita, sia riconosciuta anche da chi a livello nazionale ha la responsabilità di governare e far crescere la ricerca scientifica».
A Napoli il presidente ha scoperto una lapide all'ingresso dell'Istituto di genetica e biofisica del Cnr in cui si ricorda Adriano Buzzati Traverso (1913-1983), fondatore del laboratorio del quale fu anche direttore dal 1962 al 1969. «Sono orgoglioso - dice Napolitano - di avere partecipato a questa cerimonia in onore del professor Buzzati Traverso e della nascita, nei primi anni Sessanta, di questo straordinario istituto scientifico internazionale. Qui hanno operato tanti ricercatori: fisici, biologi, genetisti, il cui ricordo è vivo personalmente in me».
Dunque, non solo rifiuti e camorra. «Io vorrei chiedere: a Napoli quanti sanno che la nostra città è erede di una così straordinaria tradizione scientifica? E che ha prodotto per la scienza moltissimo nel corso dei decenni dell'Italia repubblicana? Questo è un punto di forza per la città, una leva per lo sviluppo e per il suo futuro, una risorsa preziosa per il mondo della scienza italiana». Da qui «l'auspicio che anche il governo nazionale ne abbia consapevolezza e operi per far crescere la ricerca scientifica».
Il rappporto nord-sud è stato un po' il filo conduttore della due giorni partenopea del capo dello Stato. Un tema affrontato anche al termine della conferenza "L'Europa e la quarta economia emergente. Lo sviluppo urbano mediterraneo: sfide e opportunità", promossa dall'Ipalmo presso la sede del Banco di Napoli. «Io ritengo che la situazione della Campania, come in generale la situazione del Mezzogiorno, debba avere la massima attenzione sul piano nazionale e a livello di governo e tra le forze politiche perché se non cresce il Mezzogiorno non potrà crescere, come necessario, l'economia italiana nel suo insieme».
L'idea è quella che «Napoli e il Mezzogiorno possano guardare con fiducia alla prospettiva della crescita dei paesi del Sud Mediterraneo e del Medio Oriente allargato e al conseguente sviluppo della relazioni tra questa vasta area e l'Europa». si tratta «di una grande opportunità, di un'occasione da non perdere, e credo che questo possa anche rappresentare uno sfondo importante per le riflessioni che in questo momento richiede specificamente la nostra situazione».

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti