Nonostante il divieto della Questura di Roma, questa mattina un manipolo di anarchici si è radunato al Parco degli Acquedotti per commemorare Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i “compagni” morti una settimana fa mentre preparavano una bomba in un casolare abbandonato. Erano circa in 60 e hanno lasciato alcuni mazzi di fiori legati a un palo in zona Tuscolana. Sul luogo era comunque presente un nutrito gruppo di agenti, tra Digos, Carabinieri e uomini a cavallo, che hanno provveduto all’identificazione di tutti i militanti. Alle 12 è prevista la seconda parte delle manifestazioni al parco Modesto di Veglia, in zona Alessandrino-Quarticciolo.
Secondo quanto si apprende alcuni gruppi di anarchici sono stati bloccati su vari ingressi del parco. 91 persone ritenute pericolose e sospette, valutati i presupposti per il fermo preventivo condivisi dal pm di turno, sono state accompagnate negli uffici della Questura per il fotosegnalamento e l'eventuale adozione dei fogli di via obbligatori.
Il provvedimento del questore è stato motivato “dalla esigenza di tutelare la integrità dei luoghi in cui si è consumato l'evento ai fini investigativi, anche in ossequio al sequestro disposto dall'autorità giudiziaria, e in ragione del fatto che il presidio, così come pubblicizzato, sarebbe seguito da uno spostamento proprio alla verso il casale”. Così non è stato, si è trattato di un presidio che non ha generato scontri tra antagonisti e forze dell’ordine. Tra le ragioni che hanno spinto il questore a emettere il provvedimento c’è anche la rilevazione del “contrasto con i valori della convivenza civile e democratica, attesa la inclinazione ideologica dell'anarchismo contro l'ordine costituito e lo spirito 'celebrativo' cui la stessa è ispirata, teso alla esaltazione -in una irrituale chiave commemorativa- di condotte, quali l'assemblaggio di un ordigno, finalizzate al compimento di gravi azioni delittuose”.
Anche ieri non si sono registrate tensioni con lo spezzone anarchico del corteo “No Kings” che ha attraversato Roma con alcune decine di migliaia di manifestanti contro la guerra e contro il governo. Si temeva potessero esserci scontri per “vendicare” Ardizzone e Mercogliano, così come era stato annunciato alla vigilia con diverse scritte comparse in molte città ma, invece, anche grazie all’attività di prevenzione delle autorità tutto si è svolto in modo pacifico. Nel frattempo proseguono le indagini per capire quale fosse l’obiettivo della bomba che i due anarchici stavano preparando del casale di Roma.
L’ipotesi per ora più accreditata sostiene che fosse destinata a un obiettivo non troppo distante dal luogo della preparazione, trattandosi di un ordigno ad alta intensità e molto instabile, che non avrebbe permesso un trasporto sicuro, tanto meno per un lungo tratto.