Nuovo blocco ferroviario in Italia e, per la precisione, a Pisa, dove gli antagonisti sono scesi sui binari per fermare il transito di un treno merci che, stando alle loro informazioni, sarebbe dovuto essere carico di “mezzi militari ed esplosivi”. Il blocco è durato circa quattro ore, durante le quali i manifestanti si sono seduti e sdraiati sui binari per impedire il passaggio del treno che, alla fine, è stato costretto a tornare indietro. L’area è sempre la stessa, quella antagonista dei centri sociali, quella rossa dei comunisti e quella dei collettivi studenteschi di sinistra, che hanno ovviamente rivendicato l’azione. Ma il risultato ottenuto non è stato il blocco del treno che, comunque, arriverà lo stesso a destinazione con il suo carico di mezzi (non di armamenti) ma il blocco totale della circolazione ferroviaria, che non ha creato un disservizio alla filiera militare ma a alla comunità locale, fatta di famiglie e pendolari, che per il capriccio di un manipolo di soggetti hanno subito un danno.
“La gente non vuole la guerra, se chi ci governa vuole farla passare dai nostri territori, noi la blocchiamo”, hanno dichiarato sui social condividendo il video della protesta. Ovviamente, il transito di mezzi militari lungo le dorsali del Paese a bordo di convogli ferroviari è sempre esistito e ci sarà sempre: è il mezzo più rapido per spostare i veicoli da una parte all’altra dell’Italia in ordine alla necessità di averli disponibili in determinate basi piuttosto che in altre, oppure per trasportarli dalla produzione alla base di destinazione. “Come Giovani Comuniste e Comunisti ribadiamo la nostra netta opposizione alla guerra, al riarmo e all’utilizzo dei nostri territori come infrastrutture della logistica militare. È necessario fermare la corsa al riarmo e opporsi alla trasformazione dell’Italia in una rampa di lancio per le guerre imperialiste di Stati Uniti e Israele”, è la rivendicazione dei Giovani Comunisti.
A guidare la protesta sarebbe stato il movimento “No Base”, nato per contrastare la presenza delle basi dell’Arma dei Carabinieri, del Tuscania e del Gis, a Pontedera e a San Piero a Grado. Presenti anche i portuali livornesi e i sindacati di base. “Piena solidarietà alle compagne e ai compagni del Movimento No Base di Pisa e a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile questo blocco. Partendo dallo sciopero sulla nave a Piombino, proclamato da Usb Livorno, e dal blocco alla stazione di Livorno Calambrone, che ha rallentato e deviato il convoglio, mandando fuori tempo la logistica militare. Quel ritardo ha aperto uno spazio. E Pisa lo ha riempito con la mobilitazione. Quando le lotte si parlano, la macchina della guerra si inceppa”, si legge nel comunicato dei portuali livornesi.
“I soliti pacifinti di estrema sinistra bloccano i binari alla stazione di Pisa e paralizzano la circolazione ferroviaria per fermare un treno con mezzi militari. Un sabotaggio che serve solo a colpire tanti pendolari, famiglie, studenti e lavoratori”, ha dichiarato Susanna Ceccardi, europarlamentare toscana della Lega.
La manifestazione ha causato “ore di ritardo, treni soppressi, caos totale”, ha aggiunto, “e chi paga le conseguenze sono sempre i cittadini onesti, non questi violenti. Per loro tolleranza zero: identificazione immediata di tutti, denunce per interruzione di pubblico servizio e processi rapidi”.