Dopo l’attacco militare statunitense in Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro, cresce l’angoscia dei familiari di Alberto Trentini, il cooperante veneto detenuto da oltre 400 giorni nel carcere di El Rodeo, a Caracas. Le ore successive all’operazione Usa scorrono tra attesa e apprensione, mentre la crisi nel Paese sudamericano entra in una fase ancora più incerta e la sorte del 46enne resta motivo di forte preoccupazione.
I genitori di Trentini stanno seguendo con attenzione quanto sta accadendo nelle ultime ore, dopo il blitz notturno delle forze speciali americane che ha portato alla cattura del leader venezuelano e della moglie. Un contesto che rende ancora più delicata la situazione del cooperante, arrestato nel novembre dello scorso anno e da allora detenuto nel carcere di massima sicurezza alle porte della capitale.
Sulla vicenda è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, assicurando l’impegno della Farnesina. "Noi seguiamo con grande attenzione tutto, soprattutto preoccupandoci delle condizioni dei nostri concittadini. Abbiamo anche italiani detenuti, a cominciare da Trentini, ma con lui ce ne sono un’altra dozzina: è un tema che ci preoccupa e stiamo lavorando al massimo".
Nei giorni scorsi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto far sentire la propria vicinanza alla famiglia. Il capo dello Stato ha telefonato ad Armanda Colusso, madre di Alberto, per esprimere solidarietà e partecipazione a nome di tutto il Paese.
L'appello del presidente Luca Zaia
Immediata anche la reazione del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. "Alla luce di questi nuovi scenari, ci uniamo all'appello perché si compiano tutti i passi necessari per garantire una soluzione positiva del caso Trentini. Ogni sforzo, in coordinamento con le autorità competenti, deve essere messo in campo e accelerare per tutelare la sua incolumità, i suoi diritti fondamentali e arrivare ad un rientro in Italia. Il suo nome oggi rappresenta simbolicamente tutti i nostri connazionali che si trovano in territori colpiti da instabilità", si legge in una nota
"Le notizie che giungono dal Venezuela in queste ore rappresentano uno snodo di particolare delicatezza - sottolinea Zaia -. Come istituzione regionale, sentiamo il dovere di esprimere vicinanza alla comunità venezuelana residente in Veneto e di rivolgere un pensiero ai molti veneti e italiani che vivono in Venezuela, spesso legati da storie familiari e migrazioni che affondano le radici nel secondo dopoguerra". Per il presidente del Consiglio regionale "la decisione degli Stati Uniti arriva al termine di una fase lunga e complessa, segnata da tensioni strutturali, crisi istituzionale e accuse reiterate da parte della comunità internazionale nei confronti del governo venezuelano.
È comprensibile che vi siano istanze di sicurezza e di contrasto a fenomeni gravi come il narcotraffico, che richiedono risposte forti da parte delle democrazie occidentali. Ma proprio per questo, in momenti come questi, è fondamentale che il diritto, la tutela delle persone e il senso di responsabilità prevalgano su ogni altra considerazione".