“Ripristinare la legalità, mettere in sicurezza la salute pubblica e restituire ai torinesi un gioiello dell'archeologia industriale”. È questo l'obiettivo da raggiungere al più presto per lo stabile dell’ex-ITIS Baldracco di corso Ciriè a Torino per Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Piemonte e Patrizia Alessi, capogruppo FdI in Cincircoscrizione7 TO, che hanno presentato un ordine del giorno in tal senso.
L'ex Baldracco non è un semplice stabile abbandonato, ma la culla della tradizione conciaria torinese, un polo che ha formato eccellenze mondiali nella chimica delle pelli. Al suo interno è custodito un patrimonio inestimabile di macchinari d'epoca e archivi che rischiano di andare perduti per sempre a causa dell’incuria e dell’impossibilità di una corretta manutenzione. "È paradossale che, mentre il Ministero della Cultura valuta l’apposizione di un vincolo culturale, lo Stato e le istituzioni locali rimangano fuori dalla porta a causa degli occupanti”, commentano le consigliere di FdI.
L’immobile dal 2015 è occupato da un centinaio di persone, tra cui nuclei familiari con minori, con il sostegno dei militanti di Askatasuna. “La situazione è ormai intollerabile: non solo si calpesta il principio di legalità, ma si sta mettendo a rischio la pubblica incolumità – spiegano Binzoni e Alessi. – Le recenti segnalazioni di un focolaio di tubercolosi all'interno dello stabile, con casi confermati anche tra i minori, impongono un intervento immediato e non più differibile. Non possiamo permettere che nel cuore di Torino esistano zone franche dove le norme igienico-sanitarie e la sorveglianza epidemiologica dell’ASL vengono impedite da chi vive nell’illegalità”.
Le esponenti di Fratelli d’Italia sottolineano poi il valore storico dell'edificio: “Sosteniamo con convinzione il progetto dell’Associazione A.S.Co.T. per la creazione di un polo museale e formativo e li ringraziamo per il lavoro svolto in questi anni. Trasformare questo sito in una tappa dei percorsi turistici e didattici della nostra città darebbe nuovo pregio a tutto il quartiere. Per questo, chiediamo alla Giunta regionale e alla Circoscrizione 7 a farsi parte attiva presso tutte le autorità preposte affinché si proceda allo sgombero della palazzina, all'identificazione degli occupanti e al contestuale recupero della struttura.
Anche nell’interesse della salute dei minori che soggiornano nell’ex-istituto, evidentemente con condizioni igienico-sanitarie quantomeno precarie, che rischiano di favorire pericolosamente il proliferare e l’estendersi del focolaio di Tbc”, concludono Binzoni e Alessi.E intanto sulla facciata della succursale di Askatasuna oggi è spuntato uno striscione per la liberazione dell'imam di Torino Shahin.