Sono ore decisive per Francesco (nome di fantasia), il bimbo di due anni e tre mesi ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto del cuore danneggiato. Nel primo pomeriggio di oggi gli specialisti dell’équipe multidisciplinare Heart Team del nosocomio campano si sono confrontati per valutare le condizioni di operabilità del giovanissimo paziente, ovvero se possa o meno essere sottoposto a un eventuale nuovo trapianto. Secondo quanto riferito dalla mamma del piccolo ai cronisti, il riscontro sarebbe positivo: “Oggi è ancora operabile, domani i medici faranno una nuova valutazione”, ha spiegato la donna. Il bollettino medico è atteso in serata.
Il legale: “Chiederemo comunque un terzo parere”
La speranza è appesa ad un filo sottile. Questa mattina Patrizia, la mamma del bimbo, aveva fatto sapere, tramite il suo avvocato, Francesco Petruzzi, che se anche la valutazione del Monaldi oggi fosse stata negativa, la sua intenzione era “di andare avanti e chiedere un terzo parere”, ha spiegato all’Ansa il legale. “Un bambino di quell’età ha una reazione diversa rispetto a un trapianto dell’organo, mi è stato spiegato dai medici. - ha puntualizzato Petruzzi - Quindi proprio per questo abbiamo chiesto una third opinion (terzo parere ndr) a degli organi internazionali. Attendiamo che il Monaldi mandi tutte le relazioni dell’equipe interdisciplinare per poter chiedere noi il parere di terzi”.
La mamma del bimbo: “Non mollo”
Patrizia è arrivata in ospedale questa mattina presto. “Stiamo attendendo cosa decidono nella riunione nell’ospedale, che è ancora in corso”, aveva detto ai cronisti. Poi nel pomeriggio è arrivata la buona notizia: “Per oggi è operabile, domani ci sarà una nuova valutazione”. Le condizioni di salute del piccolo, che da 50 giorni è ricoverato in terapia intensiva, sono stabili: “Al momento non ci sono novità, aspetto i medici. - ha concluso la donna - Spero si faccia sentire qualcuno”.
Il punto sulle indagini
Intanto proseguono le indagini della Procura di Napoli che ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto. Sei persone, tra medici e paramedici del Monaldi, sono state iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato per lesioni colpose, ma l’inchiesta potrebbe allargarsi anche ai colleghi dell’ospedale di Bolzano dove, lo scorso dicembre, è stato espiantato il cuore al donatore compatibile. Quest’oggi l’avvocato Petruzzi ha incontrato, assieme al collega penalista Antonio Riccio, i pm titolari del fascicolo. Presenterà istanza di acquisizione della documentazione medica relativa al caso. L’obiettivo è valutare la possibilità di contattare centri specializzati per ottenere altre consulenze sulla trapiantabilità del bimbo, dopo le valutazioni già espresse dagli specialisti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, i quali hanno dato parere negativo.
Stamattina la Procura ha ascoltato, come persona informata sui fatti, il cardiologo responsabile del follow-up post trapianto. Mentre gli specialisti del Nas sono a lavoro per capire se il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo fosse adeguato o ci sia stato un malfunzionamento.