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Bimbo con il cuore "bruciato", ecco come devono viaggiare gli organi destinati ai trapianti

Gli organi destinati ai trapianti devono essere conservati in un determinato modo e seguire una precisa "catena di trasporto". Ecco come funziona

Bimbo con il cuore "bruciato", ecco come devono viaggiare gli organi destinati ai trapianti
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Il caso del piccolo Tommaso, il bambino che ha ricevuto il "cuore bruciato", ha riportato l'attenzione sul delicato argomento del trapianto di organi. In molti si domandano quale sia la normale procedura di conservazione e trasporto dei tessuti e degli organi destinati ai trapianti. Si tratta di passaggi delicatissimi, da seguire con scrupolo e rigore.

A spiegare i vari passaggi è la dott.ssa Lucrezia Furian, presidente eletto della Società italiana trapianti d'organo. Intervistata da Il Corriere, la professoressa ha spiegato che in Italia le fasi di confezionamento, conservazione e trasporto seguono una procedura elaborata dal CNT (Centro Nazionale Trapianti). Il tutto mira a garantire la sicurezza e la perfetta conservazione dell'organo mediante il rispetto della catena del freddo e della sterilità, due elementi fondamentali.

"Dopo il prelievo, l'organo deve essere riposto, con la soluzione di conservazione, in un contenitore, definito primario, sterile di facile e rapido impiego. Il contenitore deve essere realizzato con materiale biocompatibile, deve garantire le tecniche operatorie asettiche, per cui deve possedere almeno due barriere di sterilità. Deve essere rigido in almeno in una barriera di sterilità per la protezione meccanica dell'organo. In alternativa, possono essere utilizzati dispositivi di perfusione continua portatili certificati, che seguono una diversa procedura", ha dichiarato la Furian.

Dunque abbiamo un contenitore primario in cui viene collocato l'organo, che sarà poi inserito in un contenitore isotermico secondario certificato CE. Il contenitore deve inoltre presentarsi sufficientemente rigido affinché l'organo sia preservato da possibili urti che potrebbero danneggiarlo.

Per il raffreddamento, ha spiegato la dottoressa, viene utilizzato ghiaccio tradizionale che deve mantenere la temperatura intorno agli 0°- 4°. La temperatura deve poi essere mantenuta stabile su 1°- 6° e gli incaricati del trasporto hanno l'obbligo di monitorare costantemente. Non sono consentiti: ghiaccio da freezer a -4°, siberini, sacche di fisiologica congelate e altro.

Il ghiaccio secco usato per il trasporto del cuore andato a Tommaso non è consentito, poiché può raggiungere temperature davvero bassissime, fino a -80°. Le conseguenze, purtroppo, le conosciamo.

"Il trasporto deve essere tempestivo, poiché ogni organo ha un tempo di ischemia limitato", ha aggiunto la dottoressa Furian. "Nella maggior parte dei casi il trasporto avviene su strada, tramite mezzi dei servizi regionali di emergenza-urgenza. Se le distanze sono elevate, si utilizza il trasporto aereo. In casi particolari possono essere attivati voli di Stato tramite la collaborazione con Aeronautica Militare. Esistono accordi specifici con Polizia di Stato e Trenitalia per esigenze urgenti o per il trasporto di campioni biologici".

Una volta arrivato a destinazione, l'organo viene portato in sala operatoria.

Gli operatori sanitari controllano che i sigilli applicati al momento della conservazione siano integrati, poi verificano i dati relativi alla tracciabilità e la documentazione. Si controlla poi la temperatura. A quel punto, se tutto è in regola, l'organo viene recuperato e rivascolarizzato: il tutto deve avvenire nel minor tempo possibile.

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