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Borse, intimo e profumi rubati. Ma i ladri sono poliziotti e carabinieri

L'inchiesta su 21 agenti e militari che, con l'aiuto di una talpa, sottraevano merce al negozio Coin della stazione Termini

Borse, intimo e profumi rubati. Ma i ladri sono poliziotti e carabinieri
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Invece di mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza dei cittadini, si sarebbero trasformati in ladri per svuotare gli scaffali del negozio Coin della stazione di Roma Termini in via Giolitti. È incredibile quanto sta emergendo dall’inchiesta che riguarda 21 indagati tra polizia e carabinieri ma che riguarda, complessivamente, 44 militari finiti sotto inchiesta con l’accusa di furto aggravato.

Il metodo

Il meccanismo truffaldino è stato scoperto grazie alle telecamere e alle indagini di una società privata di investigazione. I fatti risalgono a più di un anno fa, il trimestre autunnale del 2024, quando dallo store l’ammanco economico si è fatto molto elevato e stimato in oltre 180mila euro. Gli uomini delle forze dell’ordine si sarebbero serviti di una “talpa” dentro la Coin, una cassiera, che eliminava sistematicamente le placche contro il taccheggio sistemando la merce dentro buste che poi consegnava.

Gli oggetti più rubati

All’interno c’era di tutto: da cosmetici a borse, da felpe a piumini, da cinture a cappelli. Insomma, non si facevano mancare davvero nulla. I sospetti sono iniziati quando c’era troppa merce che spariva dagli scaffali stimabili in quasi 45 mila soltanto dal reparto della profumeria. Secondo quanto si sa dalle prime rivelazioni dell’indagine tutt’ora in corso, all’arrivo dei militari venivano consegnate le buste già pronte.

Tra i 22 sotto indagine ci sono almeno 9 poliziotti tra cui anche un ispettore, due commissari e anche un dirigente della Polfer. Per quanto riguarda gli esponenti dell’Arma dei carabinieri, ci sarebbero anche un brigadiere e alcuni vice-brigadieri. Saranno i giudici, adesso, a stabilire e certificare o meno le responsabilità degli indagati e di tutti gli altri sotto inchiesta.

Che qualcosa non andasse per il verso giusto dentro il negozio Coin a Termini era palese visto che, rispetto a un ammanco economico medio del 2-3%, lì

si è arrivati a cifre del 10%. Qualcosa, dunque, doveva succedere in maniera “sistematica” così come è stato realmente scoperto dalle indagini e dall’occhio sempre attento del “grande fratello” elettronico, le telecamere.

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