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Chiede di lasciare in pace la figlia, 40enne malmenato dai maranza a Porto San Giorgio

I quattro l’hanno massacrato con calci e pugni finché l’uomo non è caduto a terra e anche a quel punto hanno continuato a infierire contro di lui

Chiede di lasciare in pace la figlia, 40enne malmenato dai maranza a Porto San Giorgio
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Con l’estate, le cittadine costiere sul mare e sul lago tornano a subire il fenomeno dei maranza che migrano, che si spostano coi treni in gruppo per creare disordini e per spaventare i cittadini. È un fenomeno noto da qualche anno, presente tutto l’anno ma che si acuisce con l’arrivo della bella stagione, complici le scuole chiuse e una maggiore libertà ma, soprattutto, un aumento della vitalità serale e pomeridiana dei luoghi di villeggiatura. Ma ci sono realtà che subiscono più di altre il fenomeno e Porto San Giorgio, in provincia di Fermo, sembra essere tra queste.

La cittadina marchigiana è ostaggio di una banda di maranza che semina il panico tra la stazione, il centro della città e il lungomare e nelle scorse ore a farne le spese è stato un residente di 40 anni, violentemente malmenato per aver difeso sua figlia. L’uomo, dopo aver raccolto il racconto di sua figlia sulle attenzioni indesiderate del gruppetto, è andato loro incontro per chiedere di lasciarla in pace ma, di tutta risposta, l’hanno aggredito in quattro nel piazzale della stazione con calci e pugni. Hanno infierito su di lui anche mentre si trovava a terra, ormai semi incosciente e in un lago di sangue. Un passante ha tentato di intervenire ma il suo coraggio è stato vano: sono fuggiti all’arrivo della polizia mentre la vittima è stata accompagnata in ospedale per le ferite riportate, per fortuna senza conseguenze per la sua vita.

Grazie alla testimonianza del 40enne, in tarda serata tre dei quattro sono stati rintracciati in un bar e accompagnati in Questura ma non è noto se siano stati posti in stato di fermo. L’aggressione di Porto San Giorgio richiama molto da vicino quella avvenuta a Pergine Valsugana, in provincia di Trento, dove due fratelli tunisini di 24 e 25 anni hanno importunato una giovane e poi massacrato di botte il padre che ha preso le sue difese, utilizzando anche un’accetta. Nelle scorse ore aveva fatto discutere la minaccia al sindaco di Porto San Giorgio, mossa sempre dai maranza, che durante un controllo si sono rivolti al sindaco con intenti minacciosi: “Io ti squarto e gli altri sanno dove trovarti. Stai attento, ti facciamo fare una brutta fine”. Il sindaco, com’è giusto che sia, ha annunciato che non farà passi indietro: “Ho sporto denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. Non mi faccio intimorire. Ribadisco la tolleranza zero e la predisposizione di controlli su controlli”.

A Valerio Vesprini è arrivata la solidarietà del centrodestra ma anche del Pd, che a Porto San Giorgio rappresenta l’opposizione, che però ha sottolineato che serve “una riflessione sull’efficacia delle politiche messe in campo per contrastare il crescente disagio giovanile e i fenomeni di aggregazione violenta che da tempo preoccupano cittadini, famiglie e operatori economici. Operazioni di controllo e repressione sono necessarie, ma da sole non bastano”.


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