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Contatti Hantavirus, altri due inglesi al Sacco

In totale ora sono tre i britannici in isolamento, ma negativi e asintomatici: "È precauzione"

Contatti Hantavirus, altri due inglesi al Sacco
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Si allarga la rete dei contati di Hantavirus andino. Una turista britannica, di circa 20 anni, è stata individuata quale contatto di un caso confermato di Hantavirus ceppo Andes, a seguito di una segnalazione trasmessa dalle autorità sanitarie del Regno Unito. La giovane, rintracciata a Milano nella serata di lunedì, si trovava a bordo del volo Johannesburg-Amsterdam sul quale era salita anche la donna successivamente risultata positiva all'infezione da Hantavirus e deceduta.

«In applicazione dei protocolli sanitari previsti per i contatti di casi confermati - spiega l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso - la turista è stata sottoposta agli accertamenti virologici, risultati negativi, e posta in quarantena presso l'Ospedale Sacco per il periodo di osservazione sanitaria». Con la giovane turista si trova anche un'accompagnatrice, che è stata presa in carico secondo le procedure previste dalle autorità sanitarie e risultata negativa ai test. Entrambe sono in isolamento al Sacco dove dovranno trascorrerere la quarantena preventiva.

«Anche questa volta - conclude Bertolaso - a seguito della segnalazione che ci è pervenuta dal Ministero della Salute, abbiamo agito tempestivamente e raggiunto la turista indicata dal Regno Unito come contatto di caso di Hantavirus. Ringrazio il personale sanitario regionale e dell'ATS di Milano che si è occupato di rapportarsi con le due turiste spiegando loro le necessità sanitarie, che loro hanno pienamente compreso e verso le quali si sono mostrate collaborative, oltre che i professionisti del Sacco, sempre pronti a gestire casi infettivologici complessi con competenza e tempestività».

Il periodo di incubazione dell'Hantavirus è di 42 giorni dal contatto con una perosna infetta, in questo caso il 25 aprile data del volo comune. «Il monitoraggio continuerà con controlli periodici fino alla conclusione delle sei settimane previste dai protocolli sanitari». Come già ribadito dai medici e in particolare dal diretteore del Centro regionale per malattie infettive Andrea Gori «l'Hantavirus non presenta modalità di trasmissione paragonabili a quelle del Covid-19. La trasmissione interumana è estremamente rara e avviene soltanto in casi di contatti molto stretti e prolungati.

Al Sacco si trova anche il turista inglese già individuato nei giorni scorsi come contatto di caso i cui test virologici permangono negativi. Per fugare ogni dubbio e eventuale confusione il 60enne era stato testato per un'altra serie di patologie che possono produrre sintomi respiratori (come il virus sinciziale o Rsv, la Sars e l'influenza).

IL cittadino britannico era stato segnalato il 12 maggio dal Governo inglese perchè anche lui seduto sul volo proveniente da Sant'Elena via Johannesburg, a qualche sedile di distanza da due persone contagiate nel focolaio della nave Hondius il 25 aprile. Il turista era stato rintracciato nel giro di poche ore nel B&B presso cui alloggiava, trasferto in sicurezza all'ospedale Sacco e sottoposto ai test risultando negativo ma sottoposto a quarantena preventiva fino al 6 giugno.

Venerdì scorso il falso allarme: il 60enne aveva qualche linea di febbre che aveva subito messo in allerta il personale sanitario. Sottoposto nuovamente ai test era risultato positivo al Rhinovirus: in sostanza aveva contratto una leggera influenza.

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