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Elsa lascia la terapia intensiva dopo 58 giorni. Il sollievo della famiglia: "Fase acuta superata"

La 15enne era ricoverata al Cto di Torino. I genitori: "Grazie a tutti". Petizione e appello per vietare i dispositivi pirotecnici al chiuso

Elsa lascia la terapia intensiva dopo 58 giorni. Il sollievo della famiglia: "Fase acuta superata"
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Nel caos che continua a essere protagonista sulla vicenda svizzera, almeno una buona notizia. È stata infatti dimessa ieri dal Cto di Torino Elsa, la quindicenne biellese rimasta ferita nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. La giovane dopo 58 giorni di ricovero nel reparto di terapia intensiva del Centro grandi ustionati è stata finalmente dimessa e verrà ora trasferita al vicino ospedale infantile del capoluogo piemontese Regina Margherita per alcune settimane, prima di poter definitivamente tornare a casa in quello che i medici hanno definito un percorso di «demedicalizzazione» necessario. L'annuncio è arrivato nella mattinata di ieri da parte dei genitori della quindicenne e dei medici del Cto, durante una conferenza stampa a cui era presente anche l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.

Dopo il terribile incidente nel locale svizzero costata la vita a quaranta persone, 6 delle quali italiani, Elsa era arrivata a Torino in elicottero da Zurigo il 26 febbraio scorso.

«Da quando è arrivata abbiamo dovuto affrontare delle complicanze veramente drammatiche e ne siamo usciti grazie al lavoro di tutti e questa è la forza di un centro come il nostro, dove oltre agli anestesisti, ai chirurghi plastici abbiamo coinvolto chirurghi generali, psicologi, psichiatri, gastroenterologi, dietiste, fisiatri e fisioterapisti, nefrologi, logopediste, una quantità di specialisti enorme che hanno vissuto e sono passati dentro il centro a seguire Elsa e gli altri pazienti», ha spiegato il direttore del Centro grandi ustionati di Torino Massimo Navissano. «Siamo contenti di poter dire che la fase acuta, la fase a rischio della vita, è superata e adesso inizia la fase degli esiti - continua Navissano- Abbiamo deciso di trasferire Elsa in una struttura pediatrica temporanea prima del rientro a casa, per un passaggio intermedio, perché sia più dolce e meno drammatico il passare da una terapia intensiva e sub intensiva a casa. Il percorso quindi non è finito ma sarà più agevole: «Continueremo a seguirla

e tornerà da noi anche in futuro per essere seguita per le cicatrici, per il trattamento, per tutto quello che comincia per un paziente ustionato». «È stato un percorso molto difficile: non lo avremmo potuto superare senza l'aiuto di medici, infermieri e oss che ci hanno accompagnati passo per passo nelle nostre paure. Abbiamo lavorato come un team, ora per noi è come lasciare una famiglia», ha detto il padre della ragazza.

Nell'occasione il direttore del Cto ha anche rilanciato la petizione dell'European Burns Association per «vietare ogni uso al chiuso di dispositivi pirotecnici nei locali

pubblici». «Il fuoco non distingue tra celebrazione e catastrofe. I decisori politici europei devono agire in modo deciso e coordinato per garantire la protezione delle future generazioni», si legge tra l'altro nel documento.

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