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Famiglia nel bosco, perquisite due persone per le scritte ingiuriose verso pm e assistenti sociali

Si tratta di un uomo e di una donna di Pescara che sono stati fermati dagli agenti della Digos

Famiglia nel bosco, perquisite due persone per le scritte ingiuriose verso pm e assistenti sociali
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“Bimbi strappati alla famiglia, crimine nazista”, “Se i figli sono dello Stato è dittatura”, “Assistenti sociali dei minori sequestrano bambini”. Sono queste le scritte offensive e ingiuriose che sono comparse a Vasto, in provincia di Chieti, contro i giudici minorili (e non solo) che si sono occupati del caso della famiglia nel bosco di Palmoli e per le quali oggi sono state perquisite due persone.

Si tratta di un uomo e di una donna di Pescara che sono stati fermati dagli agenti della Digos di Chieti per aver imbrattato, nel cuore della notte, non solo i muri della struttura protetta dove si trovano i bambini della famiglia nel bosco, ma anche i muri di recinzione della Questura, della scuola primaria, della sede dei Servizi sociali e della chiesa. Secondo indiscrezioni, riportate dall’Agi, nel corso delle loro operazioni gli agenti della Digos hanno sequestrato indumenti, scarpe, un cappello, bombolette spray, dispositivi elettronici e soprattutto munizioni di vario genere. La Procura competente per i reati che vedono coinvolti magistrati abruzzesi è quella di Campobasso, visto che ad essere stato preso di mira dalle minacce è anche un magistrato del Tribunale per i Minori dell'Aquila.

Intanto, in questi giorni hanno tenuto banco le polemiche sul ricovero in ospedale di una delle bambine della coppia e soprattutto sulla gestione dei rapporti tra la piccola e i genitori durante la sua degenza.

A sollevare il caso, come scrive Il Giornale, sono stati lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente incaricato dai legali della famiglia, e Marina Terragni, Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, che hanno parlato di una situazione “preoccupante” e che hanno contestato il fatto che alla madre non sia consentito di restare accanto alla figlia ricoverata.

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