Il tema della sicurezza, al di là dei fatti di Modena, nel nostro Paese è sempre più centrale. Il governo Meloni, fin dal suo insediamento, ha posto grande attenzione a questo aspetto, cercando soluzioni al problema annoso, aggravato negli ultimi 15 anni. La criminalità urbana, il degrado delle periferie e la percezione di insicurezza da parte dei cittadini non sono emergenze nate ieri, ma il risultato di anni di politiche disorganiche e di un progressivo svuotamento degli organici delle forze dell'ordine. Un quadro complesso che l'esecutivo ha ereditato e che ha cercato di affrontare invertendo la rotta, sia sul piano legislativo sia su quello degli investimenti concreti sul territorio.
Nel frattempo continuano a trascinarsi vecchi problemi e falle, come è stato dimostrato in Stazione Centrale. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha condiviso sui social un video registrato dalle telecamere di sicurezza della principale stazione di Milano, in cui si vede un uomo straniero attraversare i varchi dell’ingresso ai binari, forzandoli, con in mano una mannaia. Da lì è poi salito su un treno, dove è stato fermato con un taser, come spiega il ministro. “Alla faccia dei tanti (troppi) sindaci di sinistra che impediscono agli agenti della Polizia Locale di usare la pistola elettrica”, ha commentato il ministro Salvini.
Se la minaccia è stata neutralizzata a bordo del convoglio, il merito va unicamente alla prontezza degli agenti e all'efficacia del taser, uno strumento di difesa indubbiamente efficace, che ha evitato il peggio e non ha esposto i passeggeri a rischi gravi. Le dichiarazioni del ministro Salvini sollevano una questione istituzionale non nuova, legata all'omogeneità degli strumenti operativi in dotazione alle diverse forze di polizia, con particolare riferimento a quella municipale. L'utilizzo efficace del taser nel caso specifico viene assunto come prova tecnica della validità dello strumento, riaprendo il contrasto tra l'indirizzo di fermezza del governo e le resistenze di diverse amministrazioni locali di centrosinistra, che si sono mostrate reticenti nel fornire questo tipo di strumenti alla polizia locale.
A Milano, nonostante la sperimentazione sia andata bene, il Consiglio comunale non ha ancora dato il suo via libera ma senza uno strumento come il taser sarebbe stato difficile per la Polfer fermare l’uomo in sicurezza in una sicurezza così ad alto rischio, all’interno della stazione e con centinaia di persone intorno.