Gli alpini, che hanno sempre tenuto duro in trincea, non fanno certo buon viso a cattivo gioco davanti al Pride Friuli-Venezia Giulia. O noi o loro è il senso di una lettera senza fronzoli indirizzata al sindaco, Alberto Felice De Toni, della giunta di centro sinistra a Udine e al suo vice. Il “casus belli” è la sfilata della sezione dell’Associazione nazionale alpini il 26 e 27 settembre, già approvata, con richiesta formale al Comune del 3 dicembre scorso. A sorpresa il Pride Friuli-Venezia Giulia ha annunciato il suo corteo il 26 settembre, nonostante le manifestazioni della comunità Lgbtqia+ si tengono storicamente in giugno. “La posizione della nostra Associazione, in questo specifico caso, è assolutamente non compatibile con la posizione del FVG Pride al netto di qualsiasi ideale o posizionamento politico” ha scritto, Mauro Ermacora, presidente della sezione Ana di Udine. Le penne nere con una tradizione centenaria hanno ribadito che per “motivi storici, morali e statutari non riusciamo a trovare nemmeno un millimetro quadrato di sovrapposizione con FVG Pride affinché le due manifestazioni possano coesistere nello stesso giorno/periodo in qualsiasi parte del territorio del comune di Udine”.
Per questo hanno chiesto all’amministrazione comunale di risolvere il pasticcio indicando “a quale associazione saranno dati gli spazi cittadini per la loro manifestazione”. Ermacora spiega che gli alpini rispetteranno qualsiasi decisione “all’unica semplice condizione di scegliere l’una rispetto l’altra”.
Il vicesindaco, Alessandro Venanzi, che ha incontrato ieri le penne nere spiega al Giornale che “vogliamo bene agli alpini e abbiamo già autorizzato gli appuntamenti del loro raduno”. L’amministrazione ha ricevuto “la comunicazione” del Pride FVG “per vie non ufficiali”. E scarica su Questura e Prefettura la decisione di autorizzare, o meno, la manifestazione Lgbtqia+. “Il 26 settembre rientra in un percorso organizzativo definito nei mesi scorsi, anche in dialogo con il territorio - risponde il Pride al Giornale - In un contesto democratico gli spazi pubblici sono di tutte le persone e il punto non è creare contrapposizioni, ma garantire il rispetto e la possibilità per tutte le persone di esserci”.
Il vicesindaco spera di trovare una via d’uscita e ha promesso una riposta entro martedì quando si riunirà il Consiglio dell’Ana.
“Noi abbiamo seguito le regole, ma altri hanno forzato la mano e di brutto - osserva con il Giornale, il presidente locale delle penne nere - Il Comune è rimasto con il cerino in mano. Rimaniamo fermi sulla nostra linea o la sfilata dell’Ana o il Pride”. Il fondato sospetto è che sia in atto un’ “offensiva” anti alpini con attacchi pretestuosi del passato a Rimini, Udine e quello oltraggioso e recente a Genova contro il raduno di quest’anno. “In rete circolano già mobilitazioni a riguardo.