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I dati zittiscono gli allarmisti: cosa hanno scoperto sul Covid dalla Cina

I risultati del sequenziamento dei tamponi a Fiumicino parlano solo di varianti già conosciute e che sono attualmente coperte da farmaci e vaccini

I dati zittiscono gli allarmisti: cosa hanno scoperto sul Covid dalla Cina

Francesco Vaia, direttore generale dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani, ha fatto sapere che sono "appena arrivati dal laboratorio i dati riguardanti i i primi voli da Fiumicino. Confermiamo varianti da noi già conosciute e attualmente coperte da farmaci e vaccini. Soprattutto da immunità ibrida". Con immunità ibrida si intende quella da contagio oltre che da vaccinazioni.

Le parole di Vaia

Quindi, a oggi nei tamponi dei passeggeri arrivati dalla Cina all'aeroporto di Fiumicino risultati positivi al Sars-CoV-2 e analizzati non è stato riscontrato "nulla di assolutamente preoccupante o nuovo" rispetto alla variante Omicron già circolante in Italia da diverso tempo. Le analisi in questione sono state condotte dall'Inmi Spallanzani di Roma. Francesco Vaia ha scritto sulla sua pagina Facebook: "Cominciamo il nuovo anno con una buona notizia. Sono appena arrivati dal nostro laboratorio di virologia i dati riguardanti i sequenziamenti sui primi tamponi dei cittadini positivi al Covid e provenienti dalla Cina. Confermiamo la presenza di varianti da noi già conosciute e attualmente coperte da farmaci e vaccini. Soprattutto da immunità ibrida".

Cosa sta succedendo

Non c'è quindi in atto nessun allarme, nonostante ci sia una crescita epidemiologica esponenziale proprio in Cina, il paese in cui la pandemia da coronavirus cominciò negli ultimi mesi del 2019. Il direttore ha poi aggiunto: "A me piace la verità e piace il mio lavoro. È giusto che la gente sappia che non ci sono situazioni catastrofiste e terrorizzanti". Non sarebbe quindi emersa nessuna situazione di pericolo dai tanti passeggeri che sono sbarcati all'aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci dalle prime ore dello scorso giovedì. La variante più diffusa rimarrebbe dunque Omicron, che risulta essere la più contagiosa, ma comunque non la più patogena.

L'Italia è stata la prima a introdurre delle misure restrittive per cercare di evitare che la preoccupante riacutizzazione del Covid nel Paese asiatico possa avere delle ripercussioni importanti anche sugli altri Paesi. La Spagna e la Francia hanno deciso di seguire il nostro Paese, e adesso anche l'Unione europea sembra voglia arrivare a una soluzione comune riguardo l'arrivo dei turisti dalla Cina. Proprio la Spagna ha scelto di chiedere ai viaggiatori provenienti dalla Cina un test Covid-19 negativo o in alternativa il certificato di vaccinazione completo. L'incontro tra i Paesi europei è in agenda per il prossimo mercoledì 4 gennaio, così da analizzare tutte le proposte sul tavolo. Le parole di Vaia arrivate oggi, primo giorno del nuovo anno, danno comunque una sferzata di ottimismo.

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