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Infermieri introvabili a Madonna di Campiglio: offerte da oltre 6mila euro

Madonna di Campiglio e Sèn Jan di Fassa, nel pieno della stagione turistica, fanno i conti con una grave carenza di infermieri, l’Azienda sanitaria provinciale ha pubblicato un bando urgente offrendo compensi fino a oltre 6mila euro lordi al mese, ma secondo i sindacati non basta

Infermieri introvabili a Madonna di Campiglio: offerte da oltre 6mila euro
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Nel pieno della stagione invernale, con migliaia di turisti sulle piste e un aumento fisiologico degli incidenti, Madonna di Campiglio e Sèn Jan di Fassa si trovano a fare i conti con una grave carenza di infermieri. Una situazione che ha avuto conseguenze concrete sui punti di primo intervento traumatologico, pensati per garantire assistenza immediata a sciatori e residenti, che non sono stati attivati come previsto, lasciando scoperti due territori ad altissima affluenza.

Punti di primo intervento mai aperti

I presidi traumatologici avrebbero dovuto entrare in funzione già prima delle festività natalizie, alleggerendo la pressione sugli ospedali di riferimento di Tione e Cavalese. Le aperture, inizialmente previste per il 22 dicembre e poi rinviate al 28, sono state infine annullate per l’impossibilità di garantire la copertura infermieristica necessaria. Nonostante i tentativi di reperire personale attraverso graduatorie e agenzie interinali, l’Azienda sanitaria provinciale non è riuscita a trovare un numero sufficiente di professionisti.

Il bando last minute dell’Azienda sanitaria

Per fronteggiare l’emergenza, l’Azienda sanitaria provinciale, oggi operante come ASUIT, ha pubblicato un bando con scadenza il 15 gennaio, rivolto a infermieri disponibili a svolgere incarichi di libera professione. L’obiettivo è garantire il funzionamento dei punti di primo intervento fino alla fine della stagione sciistica, fissata al 6 aprile 2026.

Il bando prevede incarichi autonomi, non subordinati, riservati a professionisti in possesso di laurea, iscrizione all’albo e partita IVA, o disponibilità ad aprirla prima dell’inizio dell’attività.

Orari, durata e compensi previsti

Gli orari di lavoro variano a seconda della località, a Madonna di Campiglio il servizio è previsto dalle 10 alle 18, mentre a Sèn Jan di Fassa dalle 10 alle 19. Il compenso stabilito è di 40 euro lordi all’ora, per un totale giornaliero che va dai 320 euro di Campiglio ai 360 euro della Val di Fassa. Su base mensile, tenendo conto dei giorni di riposo, la retribuzione può superare i 6mila euro lordi, una cifra nettamente superiore allo stipendio medio di un infermiere del settore pubblico, che generalmente si colloca tra i 1.800 e i 2.300 euro lordi al mese.

La posizione del sindacato

Nonostante le cifre possano sembrare allettanti, per il sindacato Nursing Up Trento lo sforzo economico non è sufficiente. Cesare Hoffer, coordinatore provinciale, sottolinea come la tariffa oraria non rispecchi il livello di competenze richieste: "Siamo professionisti laureati, spesso con master e formazione avanzata, ma continuiamo a essere trattati come semplice manodopera".

Secondo il sindacato, l’emergenza viene affrontata ancora una volta in modo improvvisato, senza una strategia strutturale e senza tenere conto delle difficoltà concrete che i professionisti devono affrontare.

Il problema di spostamenti e alloggi

Uno dei nodi principali resta quello logistico. I 40 euro lordi all’ora, una volta sottratte tasse e spese di trasporto, si riducono sensibilmente. "Chi deve usare l’auto personale e pagarsi la benzina si ritrova con circa 23 euro netti all’ora - spiega Hoffer - una cifra che diventa poco competitiva".

A questo si aggiunge il problema degli alloggi. In località come Madonna di Campiglio, soprattutto in alta stagione, trovare una sistemazione è difficile e costoso. I prezzi elevati degli affitti rendono poco sostenibile un trasferimento temporaneo, anche a fronte di una retribuzione alta.

Le proposte per rendere il lavoro più attrattivo

Il sindacato chiede interventi più incisivi per rendere realmente appetibili questi incarichi. Tra le proposte avanzate ci sono la messa a disposizione di alloggi a prezzi agevolati nelle valli e l’aumento della tariffa oraria fino a 50 euro per le prestazioni extra. Misure che, secondo Nursing Up, potrebbero fare la differenza nel convincere gli infermieri ad accettare incarichi in zone turistiche ad alta pressione.

Un servizio essenziale per territori ad alto rischio

La mancata attivazione dei punti di primo intervento ha sollevato anche critiche a livello politico e istituzionale.

Amministratori locali e operatori del territorio hanno parlato di un danno concreto per turisti e residenti, soprattutto in un periodo in cui gli incidenti sulle piste aumentano inevitabilmente. L’Azienda sanitaria, rilanciando il bando di selezione, punta ora a garantire la copertura del servizio per il resto della stagione.

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