Siamo al presidio di Monza indetto dall’associazione dei palestinesi in Italia e dai centri sociali Boccaccio e Vittoria per la liberazione di Mohammad Hannoun e degli altri 8 arrestati nella maxi operazione che avrebbe svelato la cupola di Hamas in Italia. Il ritrovo fuori dal carcere del capoluogo lombardo è solo uno dei diversi punti di ritrovo che sono stati indetti in tutta Italia. “Ora e sempre resistenza”, “intifada fino alla vittoria”, ma anche “Donald Trump assassino”: erano questi i cori che, mentre sventolavano bandiere palestinesi, le sigle della sinistra extraparlamentare, i gruppi ProPal e gli appartenenti ai centri sociali gridavano sperando che il loro fratello Yaser Elasaly (a cui si rivolgevano) li sentisse.
È lui, infatti, il soggetto recluso all’interno della casa
circondariale di Monza in quanto rappresentante della ABSPP di Hannoun, l’associazione che secondo l’accusa avrebbe raccolto milioni di euro per dirottarli ad Hamas dopo averli raccolti con la scusa delle missioni umanitarie.