Proseguono le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, decedute nei giorni successivi al Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso per una sospetta intossicazione alimentare. Nella giornata di oggi, gli investigatori della Squadra Mobile hanno ascoltato in Questura Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, e la figlia maggiore Alice, sopravvissuta e rimasta sempre asintomatica.
Le audizioni si sono svolte negli uffici del capoluogo molisano su delega della Procura della Repubblica. Entrambi sono stati sentiti come persone informate sui fatti.
Il ritorno a Campobasso dopo il ricovero
Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, si è presentato in Questura il giorno successivo alle dimissioni dall’ospedale Spallanzani di Roma, dove era stato trasferito per accertamenti. Per alcune ore ha ripercorso con gli investigatori quanto avvenuto all’interno dell’abitazione di famiglia, soffermandosi in particolare sulla sera del 23 dicembre e sulla giornata della vigilia di Natale, considerate centrali per ricostruire l’origine dell’intossicazione.
I ricoveri e le condizioni della figlia minore
Nel corso dell’audizione, l’uomo avrebbe ribadito che la figlia Sara, 15 anni, si era recata per tre volte al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli. In due occasioni era stata dimessa con una diagnosi di gastroenterite e rimandata a casa. Al terzo accesso, però, le condizioni della ragazza erano ormai gravissime e non c’è stato nulla da fare. Un passaggio che gli inquirenti stanno valutando attentamente nell’ambito dell’indagine complessiva.
La posizione della figlia maggiore
Ascoltata anche la figlia maggiore Alice Di Vita, 19 anni, che secondo quanto emerso non si trovava in casa quando sarebbe stato consumato il pasto ritenuto potenzialmente all’origine della tossinfezione. La giovane non ha mai manifestato sintomi riconducibili all’intossicazione, un elemento che viene considerato rilevante nella ricostruzione dei fatti.
Indagini ancora aperte
Gli investigatori, coordinati dal capo della Squadra Mobile Marco Graziano, stanno ricostruendo con precisione le abitudini alimentari della famiglia nei giorni precedenti al decesso, senza escludere alcuna ipotesi. Restano in corso le autopsie, le analisi tossicologiche e gli accertamenti sugli alimenti, che saranno determinanti per chiarire le cause delle morti.
Gianni Di Vita, assistito dall’avvocato Arturo Messere, ha mantenuto un atteggiamento prudente durante l’audizione, manifestando la volontà di attendere le conclusioni dei periti prima di trarre qualsiasi valutazione definitiva.
Attesa per i risultati scientifici
Al momento, fanno sapere fonti investigative, nessuna pista
viene esclusa. Solo gli esiti degli esami medico-legali e delle analisi in corso permetteranno di fare piena luce su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Pietracatella e l’intero Molise.