Scripta manent

Lettere da "re della malavita": chi si nasconde dietro Matteo Messina Denaro

L'analisi grafologica sulla lettera all'amante del boss superlatitante arrestato nei giorni scorsi a Palermo

Le lettere da "re della malavita": chi si nasconde dietro Matteo Messina Denaro

Dalla scrittura e dalla firma (clicca qui) in mio possesso del capo mafia Matteo Messina Denaro emerge una personalità con ottime potenzialità sia intellettive che relazionali.

Egli possiede abilità di ragionamento, di verifica e di controllo (vedi la buona occupazione degli spazi sia tra lettere che tra parole) che secondo Erich Fromm è la vera intelligenza che però può essere sfruttata sia per conoscere sia per manipolare.

Infatti, la peculiarità dell’abituale modo di operare di Messina Denaro è stata proprio questa: un’abilità mentale atta a gestire con astuzia e sagacia, quasi in modo “perverso”, la realtà, sentendosi il “re della malavita”. Si tratta di una connotazione narcisistica che appartiene a chi si sente “al di sopra di tutti”; un narcisismo primario, come quello di un bambino, che può portare a colpire l’altro camuffandosi “sotto mentite spoglie” senza grandi possibilità di uscirne. Non a caso i continui ritocchi del volto per sfuggire alla giustizia.

Una volta instauratasi un’immagine fittizia di sé, dove ogni valore è confuso in essa, persino la voce, la parola, la forma esteriore e il modo di vestire assumono la forma dell’intrappolamento dove s’intrecciano pensieri, atteggiamenti e comportamenti che risulta al soggetto difficile abbandonare. La scrittura di Messina Denaro dimostra infatti un eloquio forbito (vedi grafismo controllato) che maschera i suoi veri intenti.

Un segno che intrappola e si somma ad altri, delineando l’identità sia del mafioso sia del criminale, è l’aggressività che spinge un soggetto alla violenza e alla voracità, per una voglia irrefrenabile di possesso. In grafologia il segno tipico dell’aggressività violenta è il ritmo grafico congestionato (vedi appunto lo scritto in esame), vale a dire un’energia mal investita che produce un tratto pastoso e poco scorrevole indice di una pulsione, anche sessuale, che trova sfogo nella violenza, anche se in modo solo apparentemente gratificante.

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