L’arresto a Firenze del 15enne tunisino legato all’Isis sta sollevando molte polemiche, in primis perché l’adolescente, solo un anno fa, era stato “graziato” e affidato in prova. Oggi, a fronte della manifesta pericolosità per la sicurezza dello Stato, il 15enne si trova affidato a un istituto minorile e nel frattempo proseguono le indagini per chiarire al meglio la sua posizione e i suoi movimenti, perché di elementi degni di attenzione (in questo caso ce ne sono tanti) potrebbero anche fare luce su eventuali reti presenti in Italia. Le domande a cui dare una risposta sono tante e probabilmente non tutte, almeno nell’immediato, la troveranno.
Ma gli inquirenti, anche in questo caso, sono partiti dai device dell’indagato ed è lì che hanno trovato materiale particolarmente utile per l’indagine. Tra le immagini custodite dal 15enne, infatti, ce n’è uno che riprende l’interno di una chiesa della provincia di Firenze. Poi ci sono i parchi dove avrebbe voluto colpire, e alcune strade che possono essere ricondotte alla zona di Roma attorno al Vaticano. Questo materiale è ancora tutto da collocare, contestualizzare e capire ma per chi indaga è probabile sia il frutto dei sopralluoghi compiuti dal 15enne in posti dove avrebbe potuto colpire. Come rivelato su Il Giornale oggi in edicola, infatti, ci sono chat in cui viene esplicitamente dichiarato che “l’importante è che il luogo sia affollato per poter raccogliere il più grande numero di loro”.
Le modalità dell’attentato non sono chiare, nelle intercettazioni si parla di armi automatiche ma anche di esplosivi. Ma anche questi aspetti dovranno essere chiariti: l’indagato per il momento si è avvalso della facoltà di non rispondere e oggi verrà comunicata la decisione sull’esigenza cautelare, che non sembra essere in discussione. “Il grave fatto riaccende, quindi, l'attenzione sul serio e palese rischio di radicalizzazione tramite il web anche di persone di età giovanissima e sulla complessità nell'intercettare tali soggetti nel mare magnum dei siti online. Ragazzini facilmente indottrinabili, come il tunisino arrestato, che possono rivelarsi un grave pericolo per la società. Un plauso, dunque, alla Digos per l'ottimo lavoro svolto.
La lotta al terrorismo è una guerra che dobbiamo vincere tutti assieme e sono certo che le autorità preposte centuplicheranno, dunque, l'impegno per contrastare questa malvagia, preoccupante e proliferante tendenza stragista”, ha dichiarato Guglielmo Mossuto, capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Firenze.