Verbale annullato, fermo revocato e Stato costretto a rifondere la nave Ong Sea Eye5: questa è la decisione del tribunale di Ragusa in ordine al ricorso effettuato dalla nave della Ong tedesca Sea Eye per un fermo nave disposto lo scorso giugno 2025. Al centro del provvedimento il salvataggio in zona Sar libica di un gommone con 65 persone a bordo, alcune delle quali feriti. La nave della ong tedesca ottiene come porto sicuro Taranto ma il comandante ritenne di non poter arrivare fino alla Puglia e decise di entrare in porto a Pozzallo dopo aver ottenuto l’autorizzazione.
Giunta nel porto siciliano, la Sea Eye 5 è stata sottoposta al fermo per non aver rispettato le indicazioni fornite dalle autorità. La Ong, come sempre, ha fatto ricorso e il tribunale di Ragusa, competente per il territorio, ha stabilito che la condotta della nave è stata “conforme alla normativa vigente, non essendosi arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi essa limitata a rappresentare la situazione concreta”. Non solo, il tribunale ha rilevato sufficienti ragioni per dare ragione al ricorso avanzato alla Ong e ha pertanto obbligato il ministero dell’Interno delle spese di lite, per un totale di oltre 2.600 euro.
“Ancora una volta i giudici ostacolano le decisioni del governo Meloni in materia di immigrazione clandestina”, ha dichiarato Massimo Ruspandini, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Questo, ha aggiunto Ruspandini, è “l'ennesima pericolosa decisione davvero sconcertante, l'ultima di una lunga serie. Poco importa se il comandante si era rifiutato di seguire e attenersi alle indicazioni ricevute dalle autorità, in Italia, per certi giudici politicizzati, è possibile fare qualsiasi cosa nonostante le leggi di questa Nazione. Grazie al referendum sulla separazione delle carriere, per fortuna, situazioni simili saranno sempre più rare perché verrà finalmente spezzato il giogo delle correnti e la magistratura verrà così liberata dal condizionamento politico- ideologico che la sinistra continua ad esercitarvi”.
Raffaele Speranzon, senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente vicario del gruppo, ha sottolineato che, “nonostante la grande voglia di cambiamento che gli italiani ci chiedono sulla questione immigrazione, ancora troppi magistrati continuano a comportarsi come se fossero degli eletti dal popolo e fanno quell’opposizione ideologica che gli stessi politici di sinistra non riescono a concretizzare”.
Con il referendum, ha aggiunto, “abbiamo l’occasione di fermare tutto questo” perché “ci darà modo di non avere più una magistratura politicizzata e in mano alle correnti e finalmente completare quello che avevamo promesso in campagna elettorale, una giustizia giusta al servizio della nazione e non viceversa”.