Si sono vissuti attimi di tensione all’aeroporto di Roma Fiumicino dove, dopo aver strisciato a lungo sull’asfalto della pista durante il decollo, il pilota di un Airbus A320 della compagnia portoghese Tap diretto a Lisbona è stato costretto a liberare i serbatoi del velivolo prima di invertire la rotta ed effettuare un atterraggio d’emergenza: un episodio, questo, su cui l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) vuol fare chiarezza.
Stando a quanto riportato dalla stessa Agenzia, la quale ha inviato sul posto un esperto per dare avvio all’inchiesta, i fatti si sono verificati nel corso della mattinata di oggi, martedì 19 maggio. Sono le ore 11:40 quando il volo Tp831 conclude le operazioni preliminari e si lancia a tutta velocità sulla pista 25 dell’aeroporto di Roma Fiumicino per effettuare il decollo alla volta del Portogallo. Un’operazione che si rivela decisamente problematica, dato che si verifica un “tailstrike”: nel momento in cui si stava staccando da terra, l’Airbus ha infatti strisciato a lungo la coda sull’asfalto, causando dei danni visibili anche in pista.
Tanto è bastato, ovviamente, a far scattare l’allarme anche a bordo, per il rischio che il velivolo potesse aver riportato delle conseguenze in grado di pregiudicare la sicurezza durante la traversata. Il pilota si è immediatamente attivato per riportare a terra il velivolo, rimanendo in costante contatto con la torre di controllo: dopo aver raggiunto il mare aperto, l’aereo ha effettuato una virata verso destra, chiedendo l’autorizzazione per rientrare a Fiumicino. Alle ore 11.50 il comandante ha dato avvio alle operazioni necessarie a garantire un atterraggio di emergenza in tutta sicurezza, liberandosi del cherosene in eccesso proprio davanti a Civitavecchia, come mostra il tracciato del volo riportato sul celebre portale Flightradar24.
L’operazione ha richiesto qualche minuto per poter essere completata, concludendosi verso le ore 12.33, quando è iniziata la manovra di rientro verso l’aeroporto romano: sette minuti dopo, pertanto alle 12.40, il velivolo della Tap ha toccato nuovamente terra dopo l’atterraggio di emergenza, durante il quale non si sono verificati ulteriori imprevisti. Restano tuttora ignote e da chiarire le cause del “tailstrike” in fase di decollo, una circostanza che, nella maggior parte dei casi, si verifica per errori di pilotaggio durante la rotazione (sollevamento precoce o eccessivo del muso), per un errato bilanciamento del carico a bordo, per via di imprecisi calcoli del peso dell'aereo (se ad esempio il peso totale del velivolo inserito nel computer di bordo è inferiore a quello reale) o per condizioni di forte vento.
Dovrà chiarire tutto questo l’esperto inviato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che nelle scorse ore ha diramato un comunicato ufficiale. “L’Ansv ha disposto l’invio di un investigatore presso l’aeroporto di Roma Fiumicino, per la raccolta delle evidenze disponibili, utili anche alla corretta classificazione dell’evento di tail strike”, si legge nella nota.
“L’aeromobile, una volta in volo, scaricava il carburante in eccesso e rientrava a Fiumicino senza ulteriori criticità. Nessun danno risulterebbe infatti per gli occupanti, mentre l’entità dei danni riportati dal velivolo è in corso di valutazione” conclude l’Agenzia.