Roma, borseggiatrice picchiata e punita dai capi: l'orrore sulla metro di Roma

Ancora un pomeriggio di ordinaria follia in una metropolitana italiana: a Roma una donna è stata malmenata dai "colleghi" borseggiatori perché si è rifiutata di continuare a rubare

Roma, borseggiatrice picchiata e punita dai capi: l'orrore sulla metro di Roma
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Le metropolitane delle grandi città sono sempre più terra di nessuno. Da Roma a Milano, turisti e cittadini che si avventurano nei tunnel del trasporto pubblico locale, o salgono sui vagoni della metro diventano, carne da macello per fuorilegge che sanno di poter agire in totale spregio dei regolamenti senza subire alcuna conseguenza. I fruitori sono stanchi di essere bersagli mobili senza alcuna tutela e il nostro Paese all'estero ha acquisito percezione di scarsa sicurezza. Le borseggiatrici sfidano le forze dell'ordine e i viaggiatori, con la consapevolezza che, se anche venissero fermate, in poche ore sarebbero nuovamente in operatività. Quanto accaduto a Roma nella serata di ieri dovrebbe rappresentare un forte monito su quello che è il mondo dei borseggiatori.

Sono sempre di più i profili social che cercano di tenere alta l'attenzione sulle barbarie che vengono compiute sulle metro e nelle stazioni dalle borseggiatrici, documentando in video le violenze e le rapine subite. Ma il video pubblicato nelle scorse ore dal profilo Welcome to favelas mostra un livello mai raggiunto, che dovrebbe portare a una riflessione molto seria, bipartisan, sul fenomeno. Le immagini della donna aggredita e picchiata a sangue hanno fatto il giro del web. Alcuni testimoni hanno inizialmente dichiarato che quella donna sarebbe stata picchiata per essersi opposta al furto di quanto è di sua proprietà. In realtà, la vittima pare sia una borseggiatrice, incinta all'ottavo mese, picchiata dai "colleghi" perché si era rifiutata di continuare a rubare.

Nessuno è al sicuro quando viaggia nelle metropolitane, che sia uomo o che sia donna, che sia giovane o che sia anziano. Vivere con la paura di salire a bordo di una metropolitana è diventato l'incubo di chi vive nelle grandi città, soprattutto perché le borseggiatrici agiscono con l'arroganza di chi sa di non rischiare niente. Tutto questo mentre una certa classe politica, in nome della non discriminazione e della privacy, le tutela. I cittadini si sono organizzati in gruppi di sorveglianza che mettono in guardia i passeggeri dalla presenza delle borseggiatrici e, in alcuni casi, riescono a fungere da deterrente. Le compagnie che gestiscono le stazioni e i vagoni diramano a ciclo continuo gli avvisi di attenzione. Ma tutto questo, se non è inutile, ha comunque un basso impatto.

È notizia di ieri che una borseggiatrice, che per la sesta volta è stata fermata dalle forze dell'ordine a seguito del compimento di un reato, non è mai stata in carcere. Deve scontare una condanna cumulativa di vent'anni ma negli ultimi sei ha avuto sei gravidanze consecutive. Ed è solo uno dei tanti esempi di questo tipo.

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