Il mercato dei “falsi matrimoni” è particolarmente prolifico nel nostro Paese. Per lo più uomini stranieri, spesso anche senza documenti, sposano donne compiacenti per poter ottenere la cittadinanza italiana. Sono matrimoni che esistono solo sulla carta, puri contratti economici, che producono cittadinanze irrevocabili anche quando, il più delle volte, si arriva al divorzio. L’ultimo caso è stato smascherato a Maserada sul Piave, in provincia di Treviso, dove la Polizia locale ha fermato all’ingresso del Comune una donna italiana di origine dominicana e un algerino senza permesso di soggiorno poco prima che entrassero a firmare le pubblicazioni, come riferito dal Gazzettino.
Non è stata un’operazione casuale ma il frutto della sinergia tra la polizia locale e l’ufficio dell’anagrafe e dello Stato civile del Comune di Maserada. C’è stato uno scambio di informazioni costante tra le parti, che ha portato all’emersione del caso del cittadino algerino. I primi giorni di maggio, l’uomo è arrivato in Comune accompagnato da quella che sarebbe dovuta diventare la sua futura moglie per chiedere i documenti necessari all’elaborazione degli atti per il matrimonio. Quindi, come prevede la legge, si è presentato dalla Polizia locale per dare comunicazione di ospitalità in base al Testo Unico sull’immigrazione. Il caso ha destato qualche particolarità a fronte delle numerose anomalie riscontrate dai funzionari, tra le quali la necessità di un interprete affinché i futuri marito e moglie potessero interagire tra loro.
A quel punto è scattato l’accertamento presso la questura di competenza e da questo è emerso che l’algerino non fosse regolare sul territorio italiano. Fatti gli ulteriori accertamenti è scattata l’operazione, con conseguente accertamento all’esterno del Comune di Maserada per intercettare i “quasi sposi” nel momento in cui sarebbero andati a firmare per le pubblicazioni, inconsapevoli che il loro piano era fallito. Quello era l’ultimo momento utile per la Polizia locale per fermare le nozze, perché una volta contratto il matrimonio e apposte le firme sui documenti l’uomo sarebbe diventato a tutti gli effetti un cittadino italiano.
Invece gli agenti sono intervenuti, hanno portato entrambi in commissariato e l’algerino è stato da prima identificato, poi affidato agli agenti dell’ufficio di immigrazione e infine espulso dal Paese. Ha scelto il rimpatrio volontario ed è stato accompagnato al Paese di origine.