La decisione del questore di Brescia Paolo Sartori di disporre tre avvisi orali ad altrettanti attivisti di Extinction Rebellion è diventato un caso politico in Comune, dove due consiglieri di maggioranza sinistra si sono accodati alle proteste degli attivisti. Hanno perfino rilasciato un comunicato su carta intestata del Comune, che ha fatto infuriare il sindaco, nel quale hanno criticato frontalmente il questore ipotizzando una possibile limitazione della libertà di manifestare. Davanti a questa presa di posizione da parte della sinistra istituzionale al fianco degli antagonisti hanno espresso perplessità e sconcerto i partiti di minoranza ma è intervenuto anche il sindacato di polizia Sap, che si è schierato con il questore.
“Esprimiamo totale dissenso riguardo al comunicato stampa a firma dei consiglieri comunali di Brescia, Francesco Catalano e Valentina Gastaldi, dove si legge che il Questore Paolo Sartori stia tentando di limitare ancora di più il diritto a manifestare e il diritto di espressione e diffusione delle idee”, scrive Gianpiero Timpano, Segretario Nazionale del Sap in una nota, spiegando che “nel comunicato si stigmatizza l’utilizzo, da parte del Questore di Brescia, delle misure di prevenzione personali proposte a carico di alcuni attivisti politici, definendo tale procedura una valutazione politica; motivo per il quale i firmatari sopra citati hanno provveduto a segnalare il tutto ai parlamentari di riferimento”. Ma negli ultimi tempi, ha proseguito il sindacalista, “sono sotto gli occhi di tutti le devastazioni e le violenze avvenute in vari cortei su tutto il territorio nazionale e l'attività svolta dal questore di Brescia è finalizzata a prevenire comportamenti non conformi alle legittime libertà di manifestare previste dalla nostra Costituzione, ovvero pacificamente e senza armi”.
Pertanto, è bene sottolineare che l’azione del Questore nel suo ruolo di autorità provinciale di pubblica sicurezza, prosegue Timpano, “non agisce secondo valutazioni politiche ma di carattere tecnico e su presupposti oggettivi, pertanto, qualsiasi retropensiero è strumentale”. Le misure di prevenzione personali, è la conclusione di Timpano, “come anche quelle previste nel Decreto Sicurezza in via di approvazione, sono validi strumenti per contrastare episodi di violenza e inciviltà.
Manifestiamo la nostra totale vicinanza al Questore di Brescia per gli attacchi strumentali ricevuti e restiamo convinti che l’utilizzo degli strumenti di prevenzione, così come quelli previsti nel nuovo Decreto Sicurezza, siano uno mezzo per contrastare i fenomeni di violenza come avvenuto nelle ultime manifestazioni”.