Il celebre porno attore va all’attacco querelando chi lo ha attaccato: dopo mesi in cui Rocco Siffredi ha ricevuto accuse mediatiche (e non) da attrici porno con le quali ha girato numerosi film, in Procura a Milano ha depositato un fascicolo di oltre 200 pagine e un hard disk con più di 500 giga con tutto il materiale per difendersi.
La vicenda
Sarebbero 21 le persone querelate da Siffredi, di cui due autori del celebre programma tv “Le Iene” che ha mandato in onda, nei mesi scorsi, alcuni servizi in cui le attrici lo attaccavano spiegando di aver subìto alcune violenze durante le scene girate sul set. Tutto questo sarebbe una “campagna diffamatoria” come lo ha definito il 61enne nato a Ortona. Con il suo avvocato, Rossella Gallo, adesso è pronta la controffensiva che risponde punto su punto alle presunte diffamazioni nei suoi confronti.
Bisognerà adesso attendere che la giustizia faccia il suo corso: tutto il materiale è nelle mani della Pm Marina Petruzzella. Siamo soltanto all’inizio di quella che sarà a tutti gli effetti una lunga battaglia giudiziaria che cercherà di smontare, punto dopo punto, le accuse ricevute dall’attore porno che vuole mostrare la totale assenza di violenze o abusi.
Le parole di Siffredi
“Quest'anno non è iniziato nel migliore dei modi per me e il problema non sono le menzogne che stanno venendo fuori ma cose private. Vi dico solo che la verità vince sempre e per me non c'è una seconda verità, ma una sola. Il problema di questi tempi è che il mondo va a senso unico. Quindi purtroppo a noi tocca difenderci e noi lo faremo", aveva dichiarato tempo fa Siffredi con un post sui social.
Sempre nel 2025, poi, sull’argomento ha inviato una lettera a Dagospia spiegando che l’inizio di quella che chiama “guerra” e della fortuna di avere le giuste risorse a disposizione per potersi difendere e affrontarla nel migliore dei modi.
E con “Le Iene”? Stando a quanto raccolto, a l’attore non sarebbe andata giù una sua intervista che sarebbe stata “tagliata” ad arte in cui in tv è apparso in lacrime quando si parla dei presunti
abusi ma che, in realtà, quelle lacrime sarebbero state versate al pensiero del figlio in quel momento in ospedale. Da qui la scelta di querelare un paio di persone della trasmissione per un messaggio ritenuto “fuorviante”.