Roma, stuprata e rinchiusa in cameretta per due anni

Una ragazzina di 15 anni sarebbe stata completamente soggiogata mentalmente da un uomo molto più grande di lei. Costretta a chiudersi in camera tutto il giorno senza poter neppure mangiare a tavola con mamma e papà

Roma, stuprata e rinchiusa in cameretta per due anni

Una ragazzina di quindici anni è stata costretta a compiere delle pratiche erotiche e ad isolarsi dal mondo interno da un uomo di sessant’anni. Nessuna uscita con gli amici o col fidanzatino, nessun rapporto con i genitori, niente di niente. La ragazza era stata plagiata mentalmente a tal punto che si faceva lasciare il cibo fuori dalla porta dai genitori per poi consumarlo in cameretta da sola.

Isolata dal mondo

La minore era costretta a passare giornate intere in videochiamata con l’uomo, molto più anziano di lei. Proprio quest’ultimo si sincerava ogni quarto d’ora che all’interno della stanza non ci fosse nessuno, così che potesse parlare senza freni inibitori. L’accusa per l’uomo è pesantissima: violenza sessuale su minore e detenzione di materiale pedopornografico.

Stuprata più volte in falegnameria

Secondo l’accusa l’orco avrebbe più e più volte violentato brutalmente la quindicenne. Una storia che sembra tratta da il peggiore film dell’orrore ma che invece è stata riportata dal quotidiano La Repubblica. Un incubo che sarebbe iniziato nel 2021, dopo il primo grande lockdown nazionale. La ragazzina avrebbe incontrato il sessantenne in un corso per il canto. Fin da subito l’uomo avrebbe capito che la quindicenne era molto fragile e non si sarebbe fatto nessuno scrupolo approfittandone. In concreto l’uomo avrebbe indotto la giovanili, a subire atti sessuali in quattro occasioni. L’uomo per consumare degli atti sessuali portava la piccola nella sua falegnameria e, lontano da occhi indiscreti, abusava continuamente di lei. Dopo aver concluso con lo stupro la riaccompagnava a casa, assicurandosi che nessuno parlasse con lei.

I genitori disperati

La figlia non parlava più con i genitori, non mangiava a tavola e non festeggiava le ricorrenze, ma mai avrebbero pensato a una tale tragedia nella vita della loro giovane figlia. Alla fine la giovane vittima di abusi, stremata da quella situazione e vicinissima a un punto di non ritorno ha confessato le violenze subite. Il 61enne è stato denunciato tempestivamente dai genitori della quindicenne e rinviato a giudizio, con il processo che è fissato per il prossimo 19 settembre.

Foto pedopornografiche nel telefonino dell'orco

Nel telefonino dall’uomo sono state ritrovate foto della ragazzina senza vestiti.

Probabilmente la minorenne era anche costretta a inviare al suo adescatore foto in intimo e a fare "sexchatting". Il sessantenne ha provato ad arrampicarsi sugli specchi, sostenendo che non si trattasse della 15enne ma che erano soltanto immagini pornografiche trovate sul web, ma la procura non gli ha creduto.

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