È gravissima l'accusa che Valentino Rossi rivolge alla compagna di suo padre. Secondo il campione delle due ruote la donna avrebbe prelevato 200mila euro dal conto del genitore, 71enne. Valentino nel 2024 è diventato amministratore di sostegno del padre, considerato fragile e in difficoltà nel provvedere a sé stesso. Nel frattempo, però, è nata una controversia legale. Come ricostruito dal Quotidiano nazionale Graziano l'anno scorso ha chiesto al figlio la revoca del controllo e, quando Valentino ha risposto picche, l'uomo ha fatto causa, ottenendo la revoca. Secondo quanto stabilito dal giudice l'uomo "ha la piena capacità di intendere e volere", ragion per cui non vi è alcuna ragione perché debba avere un amministratore di sostegno. Tesi, quest'ultima, suffragata anche dal fatto che Graziano non aveva mai smesso di guidare l'auto né di partecipare ad alcune gare di rally.
Sembrava che la vicenda si fosse conclusa in questo modo, visto anche che il campione non ha presentato ricorso. Ma non è così. Valentino, infatti, ha denunciato la donna, una 54enne, per circonvenzione di incapace, accusandola di aver prelevato dal conto di Graziano 176 mila euro (di cui 100 mila con la causale prestito) più altri 34mila in contanti). Il tutto nell'arco di 12 anni di relazione.
Tra perizie e controperizie sul padre di Valentino Rossi sono state fatte almeno cinque valutazioni psichiatriche. Alla fine il professor Luca Cimino di Bologna ha certificato che è capace di intendere e di volere. Nel frattempo, però, oltre all'azione civile è scattata un'inchiesta penale.
Una triste vicenda, dove
interessi e screzi personali si intrecciano con le vite dei protagonisti. Non risultano coinvolte nella vicenda la mamma di Valentino, Stefania palma, e nemmeno Clara Rossi, la figlia che Graziano ha avuto dalla compagna.