Nel mondiale dei ventenni l’Italia di Rocca è under

Nel 2005 vinse l'Argentina di Messi, nel 2007 quella di Aguero e Zarate. L'ultimo successo europeo risale invece al 1999 con la Spagna di Casillas e Xavi. La vetrina del Mondiale Under 20 è insomma una di quelle prestigiose, eppure l'edizione cominciata ieri in Egitto si presenta meno ricca del solito. Colpa della collocazione dell'evento: giocare tra settembre e ottobre non ha incontrato il favore dei club, restii a concedere alle nazionali i loro talenti. L'Italia ne è uno degli esempi più lampanti: a casa Balotelli, Paloschi, Santon, Macheda, Okaka e Poli, per una rosa che annovera solamente 8 giocatori (su 21) militanti in squadre di Serie A. Il ct Francesco Rocca fa buon viso a cattivo gioco, rifiuta la definizione «squadra di rincalzi» e punta forte sulle parate di Vincenzo Fiorillo e sui guizzi dell'esterno d'attacco Claudio Della Penna, snobbato dalla Roma ma fedelissimo del mister. Italia dunque di basso profilo in una competizione che non l'ha mai vista protagonista. Il girone iniziale (Egitto, Paraguay e Trinidad & Tobago) però non appare impossibile: si comincia con il Paraguay oggi alle 16, il tutto in diretta su Sky (che segue tutto il torneo) e con la telecronaca di caressa e Bergomi.
Contro le defezioni molte nazionali hanno scelto l'autarchia: solo giocatori del campionato locale. Così Brasile, Egitto, Costarica. Gli Stati Uniti non hanno invece volutamente convocato le loro stelle (Adu, Altidore). «Prendiamo giocatori non ancora affermati e li mettiamo in un contesto molto competitivo - dice il ct degli USA Thomas Rongen - per capire chi è pronto per salire di livello». Le squadre da battere restano le sudamericane, nonostante non ci sarà l'Argentina, eliminata clamorosamente dal Venezuela di Rafael Romo, portiere dell'Udinese. Allora fari puntati sul Brasile di Giuliano e Renan, e sull'Uruguay del «palermitano» Hernandez, fondamentale la scorsa stagione per lo scudetto dei rosanero Primavera.
L'Europa risponde con la Spagna di Fran Merida, ennesimo enfant prodige dell'Arsenal di Wenger che non dovrà far rimpiangere l'infortunato Krkic; possibile sorpresa l'Ungheria del «sampdoriano» Koman, mentre la Germania campione d'Europa del bomber di colore Sukuta-Pasu soffre le numerose assenze. Da seguire la punta inglese Baldock, titolare con Roberto Di Matteo nel Milton Keynes Dons in League One, dove ha chiuso in doppia cifra. Molto agguerrita l'Africa: la Nigeria ha in rosa tre campioni del mondo under 17 (tra cui l'ottimo Rabiu, senza dimenticare Ighalo, in gol con l'Udinese in Serie A lo scorso maggio), il Ghana (Ayew, Inkoom) è meno tecnico ma altrettanto fisico e veloce. Un gradino sotto il Camerun di Etienne Eto'o, fratello di Samuel, e il Sudafrica di Kermit Erasmus, il Rooney di Pretoria.

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