N el 2024, quando venne in Italia per presentare Città in rovine (l'ultimo libro della saga dell'ex membro della mafia irlandese Danny Ryan che aveva impiegato trent'anni a concludere), in occasione del Salone del Libro di Torino, Don Winslow dichiarò che avrebbe smesso di scrivere per dedicarsi all'attività politica per sensibilizzare il pubblico americano e cercare di evitare che Donald Trump diventasse per la seconda volta Presidente degli Stati Uniti. I risultati elettorali disattesero la sua mission e ora il maestro del noir ha deciso a sorpresa di mettersi di nuovo a scrivere storie che in qualche modo raccontano l'anima americana attraverso il crime. In particolare la sua vena si concentra in un libro che esalta la forma della novel, il romanzo breve che Winslow aveva già sperimentato con il precedente Broken, dove aveva dedicato alcune storie nere ad alcuni dei suoi autori preferiti: Hemingway, Leonard, Chandler (da una di esse è tratto il film di Bart Layton Crime 101 che uscirà il 12 febbraio, con Chris Hemsworth, Halle Berry e Mark Ruffalo).
Acutamente lo scrittore Reed Farrel Coleman sottolinea nell'introduzione a L'ultimo colpo, appena pubblicato in contemporanea mondiale (HarperCollins, pagg. 336, euro 22) come i romanzi di Winslow "non sono ambientati in un tempo e in un luogo, ma sono del loro tempo e del loro luogo. Riesce a coglierne i dettagli in modo che il lettore si senta parte dell'azione e non semplicemente un osservatore. Che si tratti dell'odore del fumo delle armi e del sangue spruzzato nell'aria della giungla dopo una battaglia tra cartelli rivali, o della sensazione di galleggiare nel Pacifico in attesa della nuova grande onda con gli amici, o dell'adrenalina dopo un furto quando entri in un'officina per cambiare auto, con il suono delle sirene che ti riecheggia nelle orecchie, Don non si limita a coinvolgere i lettori. Li immerge nella scena, li fa entrare nel momento". Ed è quello che accade nelle sei storie che compongono L'ultimo colpo.
Qui, come racconta lo stesso Winslow, emerge che "la vita può essere vista come una serie di collisioni. Collisioni tra chi vogliamo essere e chi siamo. Tra ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo. Tra sogni e realtà. Tra desideri e bisogni, tra bene e male, tra giusto e sbagliato. Tra presente e passato. E a volte queste collisioni sono così violente, così forti, così potenti, da distruggere tutto ciò che era". Sono sei storie di uomini che in qualche modo perdono o trovano la loro libertà attraverso un percorso drammatico. Nel racconto L'ultimo colpo il protagonista è l'impenitente rapinatore John Highland, libero su cauzione, che sa benissimo di essere destinato a marcire in una prigione: "Non vuole uscire di scena da perdente. Per tutta la vita è stato lui contro il mondo, e la maggior parte delle volte ha vinto. È forse il rapinatore di alto rango di maggior successo che si sia mai visto. Certo, ha perso un paio di mani e ha scontato le sue condanne da uomo, ma per la gran parte ha fatto parecchi soldi e se li è tenuti. Alla fine della fiera, però, il mondo lo ha battuto. E non può tollerarlo. Non è sufficiente mettere a segno un colpo. Ha bisogno di mettere a segno il colpo". Ne La lista della domenica un adolescente che ama i soldi facili consegna alcolici illegali seguendo uno speciale elenco, non sapendo cosa rischia davvero. In Collisione un uomo onesto rischia di finire in galera per un assurdo errore e di trasformarsi in assassino (da questo racconto è stato opzionato un film che verrà interpretato da Jake Gyllenhaal). Una storia vera invece ci porta in una tavola calda con due uomini della mala che chiacchierano fra di loro e dove tutto sembra apparentemente tranquillo.
I protagonisti delle storie di Don Winslow devono sempre scegliere da che parte stare, cambiando così per sempre il loro futuro, come il poliziotto di L'ala nord. Il surfista-detective Boone Daniels (già protagonista dei romanzi La pattuglia dell'alba e L'ora dei gentiluomini) deve proteggere una star del cinema, che qualcuno vuole morta, fra le pagine de La pausa pranzo. Si sentono qui l'amore profondo che Winslow prova per questi singolari detective e la sua passione per il mare e le tavole: "Mi ha sempre affascinato il mondo del surf - ci ha raccontato tempo fa - perché sono sempre stato attratto dall'oceano. Il movimento dello scorrere delle onde mi è sembrato metaforicamente molto funzionale a uno stile come il noir.
Le onde sono in perenne movimento e c'è sempre qualcosa in superficie che si può notare, ma sotto c'è qualcosa di più misterioso che si può nascondere, qualcosa di insondabile, di non calcolabile per l'uomo". Quel mistero pervade tutte le storie noir contenute ne L'ultimo colpo, dove i personaggi sono letteralmente in balia delle onde. Uomini che rischiano di essere abbattuti da un momento all'altro da una tempesta.